INTERCETTAZIONI. LA SEVERINO A LAVORO PER UNA LEGGE “ORMAI” URGENTE.


In un’estate un po’ troppo rovente, tornano in campo anche le intercettazioni e con “Protagonisti” di eccellenza.

E lo stesso Napolitano, infatti, ad invitare il ministro della giustizia Severino ad accelerare i tempi sul ddl sulle intercettazioni.

“Forse” è stato lo scontro con i magistrati palermitani, che corre proprio sulla questione delle intercettazioni, che riguarderebbero un discorso tra Napolitano e Mancino, nell’ambito delle indagini sulla presunta trattativa tra Stato e Mafia, a far dichiarare necessaria ed urgente la riforma degli ascolti.

Napolitano lo ha sempre pensato, pur opponendosi più volte al bavaglio totale e tombale ipotizzato dalla coppia Berlusconi premier-Alfano Guardasigilli, cheidendo una riforma condivisa che, dal suo punto di vista, limiti gli eccessi, ma non uccida al contempo i tre diritti principali e fondanti della libertà del cittadino, quello di indagare, quello di tutelare la propria privacy, quello di dare le notizie. 

Su tale “urgenza” non è d’accordo il responsabile della Giustizia del Pd Andrea Orlando,  il quale non pensa ” che ci siano i requisiti di necessità e urgenza per un decreto”, aggiungendo che si dovrebbe percorrere “la via più semplice, si presenti il ddl e poi si discuta”.

Questo suggerisce il Pd con Orlando, aggiungendo poi che dopo tre anni di scontri dilanianti sulla famosa legge Alfano, la scelta migliore sarebbe proprio quella di presentare un ddl del governo “anche per superare l’ostacolo della “doppia lettura conforme” su norme che avevano visto il nostro parere contrario”.

Viene quindi messo definitivamente da parte il vecchio ddl Alfano, che ricordiamolo essendo stato già votato e approvato sia dalla Camera che dal Senato, non può essere mutato da emendamenti, emendamenti che oggi sembrano necessari.

E nei “guai” si ritrova, ovviamente, la Severino che dovrebbe cominciare a redigere un testo di legge  su intercettazioni, anti-corruzione e responsabilità civile dei giudici, ricordandosi di contemperare gli interessi di tutte le diverse parti politiche, ovviamente distanti fra loro.

Dunque, una estate rovente attende la Severino che dovrà presentare un testo di legge convincente.

Il ministro non sembra per niente entusiasta, anche perché ritiene più importanti, e molto probabilmente a ragione,  le riforme sull’anti-corruzione, sui tribunalini e sul filtro in appello.

I pericoli di questa svolta politica sono evidenti: la pressione e la ristrettezza dei tempi potrebbero portare ad una legge un po’ troppo sbrigativa, forse, anche un po’ troppo accondiscendente, e , soprattutto, non troppo diversa dal quel decreto Alfano, che “appena ieri”, era stato cosi fortemente stato osteggiato.

Angela Scalisi

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