Medaglia di bronzo per la sciabola maschile.


Contro la Corea del Sud ci avevamo sperato, ma, obiettivamente, gli agilissimi asiatici sono stati un osso troppo duro da rodere per poter approdare alla finalissima. Eliminati in semifinale con il punteggio di 45-37, gli azzurri si sono poi pienamente rifatti nella finalina per il bronzo, replicando così il traguardo già raggiunto quattro anni fa a Pechino, il bronzo. E per questa edizione olimpica si tratta della 12esima medaglia della nostra spedizione.

Aldo Montano, Diego Occhiuzzi e Luigi Samele, preferito dal ct Giovanni Sirovich a Luigi Tarantino per la sfida che assegnava la medaglia, si sono imposti per 45-40 sulla Russia, al termine di una gara estremamente combattuta e che ha vissuto molti momenti carichi di adrenalina, tensione e passione.

Una nota di merito va sicuramente per il giovane Samele,bravissimo nel rimontare contro Reshentikov (15-14) dopo un brutto avvio di Montano e Occhiuzzi, nel tenere botta contro Yakimenko (30-29) e nel concedere poi un vantaggio rassicurante a Montano prima dell’ultimo turno ancora contro Yakimenko (40-36): ad Aldo è bastato amministrare nel finale, dove ha mostrato finalmente la stoffa del campione.

“Me la sono vista brutta, ho fatto due giri non bene all’inizio – ha dichiarato Montano -. Non è mai facile, ma sono riuscito a chiudere bene. Bravissimi gli altri ragazzi che hanno portato avanti gran parte del match. La Russia ha vinto gran parte delle prove di coppa del mondo, è sempre brutto trovarseli davanti, non è per niente facile”.

“Abbiamo tirato benissimo – ha aggiunto Occhiuzzi -, io ero sotto antidolorifici, ma non ho sentito nulla anche perché non avevo mai avuto un tifo così, ho provato sensazioni straordinarie”.

“Ho avuto la mia occasione e senza falsa modestia devo dire che l’ho sfruttata al massimo delle mie possibilità – ha poi concluso Samele -. Entrare a freddo non è stato un problema, sapevo che c’era la possibilità di gareggiare, quindi mi sono tenuto caldo. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il mare e quando sono salito in pedana devo ammettere che le gambe mi tremavano un po’…”.

Chiara Vittorio.

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