Medaglia d’oro nel fioretto maschile per Avola, Baldini e Cassarà.


Arriva la sesta medaglia d’oro a Londra per l’Italia, la quattordicesima in totale: il trionfo arriva dall’ExCel, dove la squadra di fioretto maschile ha battuto il Giappone in una finale tiratissima (45-39). Poteva sembrare, dopo la semifinale stravinta contro gli Stati Uniti, qualcosa di poco più che una formalità, e invece i nostri avversari si sono rivelati clamorosamente tosti, riuscendo a condurre per buona parte dell’incontro e non staccandosi mai nemmeno quando, finalmente, abbiamo preso un po’ di vantaggio. E’ la settima medaglia che l’Italia vince nella scherma in queste Olimpiadi: segno evidente di un dominio nella disciplina, particolarmente nel fioretto che ci ha regalato tre ori (le due squadre e la Di Francisca), un argento (Errigo) e un bronzo (Vezzali). La finale come dicevamo non è cominciata benissimo: Andrea Baldini ha perso il primo assalto, 5-3, contro Miyake. A riportarci in parità, dopo il pareggio tra Ota (si rivelerà l’avversario più pericoloso) e Giorgio Avola, confermato da Stefano Cerioni dopo l’ottima semifinale, a darci il primo strappo importante è Andrea Cassarà, con un 8 a 4 strappato di autorità a Kenta Chida, probabilmente l’anello debole della formazione nipponica. Da lì in poi non ci siamo più guardati indietro, ma che sofferenza: il Giappone non ha mai mollato la presa, nemmeno quando Baldini ha chiuso 6-5 con Chida e ci ha regalato il 25-22. Yuki Ota ha messo sotto Cassarà, lo ha battuto 7-5 al sesto assalto e ha ridotto le distanze a un solo punto. Al settimo assalto Avola ha rimesso le cose a posto avendo la meglio su Chida (5-4), nonostante l’arbitro coreano abbia assegnato una stoccata al Giappone dopo averla rivista in video, commettendo un incredibile errore di valutazione. A questo punto, sotto 35-33, il tecnico giapponese si è giocato la carta a sorpresa: niente Miyake nel penultimo assalto, bensì la riserva, Suguru Awaji, 23 anni compiuti da una decina di giorni. Contro Andrea Cassarà, il miglior fiorettista del mondo, decisamente una mossa suicida. Non è stato così: il giapponesino è andato all’assalto senza macchia e senza paura, non restando mai fermo e piazzando le prime due incredibili stoccate dell’assalto, con il nostro Andrea che non riusciva a colpirlo perchè era sempre in movimento. Abbiamo temuto per un attimo che il novellino ci facesse lo scherzetto, poi la classe dell’azzurro è venuta fuori, complice anche un’ingenuità di Awaji che si è preso un punto contro per essersi nascosto da un attacco di Cassarà e poi anche un cartellino rosso per  essersi tolto la maschera. Chiusa sul 5-4 la sua parte, Cassarà ha lasciato a Baldini, che si è subito staccato da Ota e alla fine ha prevalso:  45-39, Cassarà, Avola e la riserva Aspromonte in pedana ad abbracciare il livornese (il fioretto di Baldini è schizzato pericolosamente a un centimetro dalla faccia di Ota, che stava salutando il suo avversario). Nel medagliere superiamo la Germania e, per il maggior numero di argenti, siamo davanti al Kazakshtan, al sesto posto. Adesso, però, arriva la settimana difficile.

 

 

 

Chiara Vittorio.

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