Oro e record per l’ingegnere Campriani.


LONDRA – FENOMENO. Laureato in ingegneria con il massimo dei voti alla West Virginia University. Una medaglia d’oro e un’altra d’argento alle Olimpiadi, carabina da 50 metri e da 10. Niccolò Campriani, 25 anni, fiorentino, continuerà a stupire almeno fino a Rio de Janeiro.«Poi seguirò i giovanissimi: perché mai un trentenne dovrebbe restare nel giro della nazionale?». Perfette le qualificazioni nel poligono della Royal Artillery Barrack, concluse con il record olimpico. Finale non su livelli altrettanto straordinari, comunque terminata con 1278 punti e un cospicuo vantaggio sugli avversari, tra i quali l’americano Matthew Emmons, amico e idolo di Campriani. Tutti stupiti, meno lo speaker, che più volte ha detto al pubblico: «Signore e signori, si continua tirare per la medaglia d’argento». Niccolò ha glissato: «Non ho sentito, ma davvero ha detto questo? Invece, è stata una finale dura: eravamo tutti in grado di vincere. Io ringrazio la mia famiglia, il mio tecnico Aldo Vigiani, lo staff della nazionale e delle Fiamme gialle per essere arrivato quassù. La finale è stata difficile da gestire proprio perché avevo un vantaggio cospicuo. C’era tutto da perdere». Tifoso della Fiorentina (i Della Valle lo hanno invitato per la prima di campionato allo stadio Franchi), ha trovato nel giro azzurro anche l’amore.

È fidanzato con Petra Zublasing, anche lei presente a Londra. «È stata importante averla al fianco in questi giorni di lavoro e di tensione: mezz’ora di relax con Petra è stata la migliore cura». La serenità è importante ed ecco perché al fianco di Campriani è comparso anche uno psicologo. Per rassicurarlo e caricarlo nei momenti di maggiore ansia. «Come festeggerò l’oro? Spero di trovare un po’ di serenità e di tempo per stare con Petra». 
Si amano, la ragazza di Bolzano ha seguito Niccolò anche negli Stati Uniti e probabilmente resterà ancora al suo fianco a Sheffield, per un corso che durerà un anno. «Ma io non sono un cervello in fuga. Ho deciso di studiare all’estero grazie a una borsa di studio e al supporto della mia famiglia. È stata dura, noi tiratori possiamo gestire l’emozione quando siamo in gara però fuori siamo come tutti gli altri. E qualche lacrima l’ho versata quando sono stato in America. Io in Italia voglio tornare, spero di avere un’opportunità professionale. Per ora ho la tranquillità che mi assicura la Guardia di finanza e posso già cominciare a pensare a Rio». 
Nel mirino di Niccolò c’è già un’altra sfida, un’altra Olimpiade. «La prima, a Pechino, non era stata esaltante. Risultati modesti, d’altra parte ero molto giovane. Ci siamo preparati bene in questi anni». Ed ecco il mazzetto di fiori regalato a Valentina Turisini, ex compagna di squadra e attuale ct della nazionale: era in tribuna a scattare foto e versare lacrime, come la tifosa più appassionata. 

 Ascolti Niccolò e sembra di ascoltare Jessica, l’emiliana Rossi che sabato scorso ha vinto l’oro nel trap con il record di 99 piattelli su 100. I faticosi allenamenti che durano quattro anni per vivere l’esaltante momento olimpico, per Campriani 50mila cartucce calibro 22 sparate in un anno con la carabina Bleyker, quella usata anche in finale, 5mila euro il costo, accessori esclusi. Niente a che vedere con le ipertecnologiche armi degli americani. Ma gli italiani vincono anche con la passione. «Il nostro sport è affascinante, per niente pericoloso. Mi auguro che tanti ragazzi decidano di iscriversi ai corsi, quando saranno finite le vacanze estive. Ogni gara è un viaggio dentro se stessi, scopri le tue paure e i tuoi punti di forza». L’emozione per l’Inno di Mameli è stata «fantastica». Lo ha cantato tutto, Niccolò. «Ho pensato tante volte a quel momento. 
Le Olimpiadi sono esaltanti, non soltanto un grande evento ma soprattutto l’idea dello sport, di come vorremmo che lo percepissero i bambini. Noi non siamo intaccati dalle polemiche e dai soldi come il calcio, viviamo lo sport così com’è». Il cellulare lo ha acceso solo una volta per telefonare ai genitori, al mare. «Erano tesisissimi, hanno trascorso notti insonni e non soltanto per il caldo di questi giorni… Mi hanno accompagnato in questo viaggio straordinario»

 

Chiara Vittorio.

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