Oro nel kayak per Daniele Molmenti.


 Un giorno così lo sogni per una vita. Specie se è il tuo compleanno. Daniele Molmenti, friulano di Pordenone, ne ha compiuti 28, proprio in occasione della finale della canoa slalom. Questo simpatico ragazzo dal sorriso largo e dalla pelle scura, per questo motivo soprannominato Calimero quando cominciò a salire in barca, ha vinto l’oro con una prestazione perfetta.
Tempo di 93.43, neanche una penalità in uno sport dove il margine di errore è molto elevato. Daniele, sceso per ottavo dopo la buona semifinale, era così sicuro di avercela fatta da aver colpito con due pugni i lati della barca: un segno di esultanza ancor prima che la prova finisse. Il polacco Polaczyk è rimasto distante: 96.14. Ma clamoroso è stato il flop del grande favorito, lo sloveno Kauzer, che si è classificato sesto: 95.01 e una clamorosa serie di errori, ben sei. A quel punto poteva esplodere di felicità il piccolo grande Daniele, che nel 2008 a Pechino era arrivato ultimo. Non solo peccati di inesperienza, ma soprattutto una condizione fisica precaria a causa di un infortunio subito sette mesi prima. Stavolta è stato tutto perfetto, anche grazie al sostegno – tattico e psicologico – di un ex campione olimpico che affianca da alcuni anni Daniele. Si chiama Pierpaolo Ferrazzi ed è stato il primo italiano a vincere l’oro nella canoa slalom, il 2 agosto del ’92 a Barcellona. Esattamente vent’anni dopo il trionfo dell’agente della Forestale che ha fatto esaltare anche il capo dello Stato. Napolitano ha telefonato a Petrucci per complimentarsi: «Molmenti mi ha emozionato, sono orgoglioso di questa Italia». Poi ha chiamato anche Daniele, ospite di Casa Italia.

Daniele è arrivato preparatissimo al grande appuntamento. Due mesi di lavoro in Cina, altrettanti in Australia, allenamenti fianco a fianco con quelli che sono stati ieri i suoi avversari davanti ai diecimila spettatori che hanno assistito alla finale nello specchio d’acqua della Lee Valley. Poi, un’accurata preparazione atletica. E la dieta a zona. Infine, i consigli del tecnico Ferrazzi, che in questi quattro anni ha fatto capire a Molmenti quanto sia importante la tattica per arrivare a grandi risultati. Europei, Mondiali, Coppa del mondo, Olimpiadi. Facendo ieri una battuta, Daniele ha detto che adesso potrebbe ritirarsi. Non lo pensa, ha ancora tanta strada da percorrere fino ai Giochi del 2016 e ieri ha dimostrato di essere il più forte, perché ha lavorato di testa su questa finale. 
La tattica è stata alla base della vittoria perché Molmenti ha studiato attentamente gli avversari scesi prima di lui. Ha visto dove avevano sbagliato e non ha commesso gli stessi errori, limitando al minimo i rischi, come aveva suggerito Ferrazzi. Una porta dopo l’altra superata nell’entusiasmo generale (ha riscosso grande successo la canoa alle Olimpiadi), neanche un cedimento e un ritmo sempre più forte, fino all’arrivo. E poi l’attesa per la prova di Polaczyk e Kauzer, rimasti a sorpresa fuori dal podio dopo un’eccellente semifinale. Nella prova della mattinata, tra pioggia e vento, Molmenti non aveva forzato molto la mano. Anche questa era stata una scelta tattica per evitare di scoprirsi e per non spingere al massimo a bordo della barca che è stata ritoccata anche con l’intervento della Ferrari. La Casa di Maranello è intervenuta per rendere più confortevole e più leggero il poggiapiedi. E infatti sono arrivati i complimenti dello staff di Montezemolo per questo ragazzo che ha rinnovato la tradizione della canoa. 
Dopo Ferrazzi, erano arrivate le medaglie d’oro di Rossi, Scarpa, Bonomi e della immensa Idem, molto attesa a Londra, in quella che sarà la sua ottava Olimpiade, tra Germania e Italia, diventata la sua casa dal 1988. Molmenti, dopo l’amarezza di Pechino, ha cercato di recuperare posizioni, soprattutto di annullare il gap rispetto agli avversari, quelli che ieri pomeriggio ha letteralmente schiacciato. È stato un successo preparato a tavolino, anche se lontano dall’Italia, perchè da noi, nonostante gli sforzi della federazione presieduta da Luciano Buonfiglio, non è stato possibile costruire campi adeguati per ospitare la preparazione in vista delle Olimpiadi. Daniele ieri, da quel podio, ha mandato un messaggio.

 

Chiara Vittorio.

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