Il primo amore non si scorda mai.


10 Agosto 2012. Valentino Rossi torna alla Yamaha.

È proprio così, il primo amore non si scorda mai. Rossi e la Ducati, nonostante la voglia di far bene, non hanno mai fatto squadra, mentre con la Yamaha fu amore vero. Dopo due anni disastrosi con la “rossa”, la carriera del pilota italiano deve tornare a essere quella che è sempre stata: ricca di successi, trionfi, titoli iridati. Ma stavolta non sarà così facile come nel recente passato.

In sei stagioni, dal 2004 al 2010, infatti, il pesarese e la giapponese hanno scritto la storia: 46 vittorie e quattro titoli mondiali. Rossi vince il Motomondiale 2004 con 304 punti iridati, a dodici anni di distanza dall’ultima vittoria di un pilota Yamaha, lo statunitense WayneRainey; nel 2005 vince la competizione con 367 punti, divenendo campione del mondo con quattro gare di anticipo, a Sepang, il 25 settembre. Nel 2008, ancora in sella alla Yamaha, riconquista la prima posizione in classifica mondiale con tre vittorie consecutive nei gran premi di Cina, Francia ed Italia. Il 27 giugno 2009, in occasione del Gran Premio d’Olanda ad Assen, Rossi ottiene la sua centesima vittoria in carriera, festeggiata con l’ostensionedi uno striscione recante le foto di tutte le vittorie da lui ottenute sino ad allora.

Con la Ducati sono arrivati due podi, sempre e solo in Francia con il bagnato, e tante delusioni. Rossi, dunque, ha scelto di tornare lì dove ha avuto le soddisfazioni migliori, anche se non è mai una sicurezza ripercorrere i propri passi.

Quello che nessuno ha mal messo in discussione è il valore di Valentino: con la “rossa” però non ha funzionato l’insieme, cosa che in Yamaha non è invece mai accaduta. Sin dal suo arrivo nel 2004 alla casa nipponica, Rossi è diventato subito un riferimento. In questo momento, dunque, la sola cosa che il ‘Dottore’ dovrebbe conoscere in Yamaha è la moto, quella M1 che, nonostante il cambio di cilindrata, da 800 a mille, non è poi cambiata molto da come era stata lasciata due anni fa. Tutto il resto sarà una sfida, dalla convivenza nell’ombra di Jorge Lorenzo al fatto di dover ritrovare la velocità di un tempo, persa per forza, in due anni di tribolazioni con la Ducati. L’arrivo di Valentino in Yamaha rappresenta, infine, l’antidoto alla perdita di fascino del motociclismo sportivo, dopo i due anni di oblio del fenomeno di Tavullia.

Giuliana Ventura.

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