Un argento di rabbia e commozione, preceduto e seguito dalle polemiche, in un clima rovente di accuse e insinuazioni: è poco olimpico il secondo posto del doppio senior di Romano Battisti e Alessio Sartori nella finale del duo di coppia a Eton Dorney. La prima medaglia del canottaggio coincide con la 10/ma azzurra in assoluto a Londra 2012, e giunge nella maniera più inattesa, grazie ad un equipaggio societario (ovvero delle Fiamme Gialle) che si è preparato ai Giochi in autonomia rispetto alla nazionale del ct Giuseppe De Capua. Inizialmente bocciati dal selezionatore italiano, i due finanzieri sono giunti sul secondo gradino più prestigioso partendo dalle selezioni nazionali.
“Chiedetelo ai tecnici perché non eravamo stati scelti – la secca replica di Sartori -. Con questa medaglia mi tolgo tanti sassolini dalle scarpe. Perché in molti mi davano per finito e invece sono ancora qui. E mi godo questa medaglia ancor più dell’oro di Sydney”. Da parte sua, Di Capua prova a smorzare con un sorriso: “Questo argento lo sento mio…”.
E’ comunque un riscatto personale che passa attraverso la rivincita di questo inedito duo, che gareggia assieme da meno di un anno. E oggi è sceso in acqua con un fiocco nero, il segno di lutto per il colonnello Gaetano Bellantuono, scomparso poco più un mese fa: “Era un secondo papà, oggi è qui con noi”. “Abbiamo dimostrato che il sistema di allenamento delle Fiamme Gialle è vincente – aggiunge Battisti -. Non abbiamo inventato nulla, ma solo recuperato le tabelle di preparazione di Giuseppe La Mura (ex ct azzurro, zio dei fratelli Abbagnale, ndr) che qualcuno aveva cestinato. Solo chi ci è stato accanto in questi mesi può condividere con noi questa gioia”.
Da parte sua, il ct Di Capua prova a smorzare con un sorriso: “Questo argento lo sento mio…”. Una lunga cavalcata simile a quella compiuta oggi in gara quando, chiusi i primi 500 metri in ultima posizione, l’equipaggio italiano è stato protagonista di una irresistibile rimonta che a 250 dal traguardo li vedeva davanti a tutti. L’inevitabile flessione nel finale ha però premiato la barca della Nuova Zelanda (Nathan Cohen e Yoseph Sullivan) con 6’31″67, 1″13 di vantaggio sugli Azzurri. Bronzo alla Slovenia di Luka Spik e Iztok Cop (6’34″35).
“Sinceramente non ci aspettavamo di essere primi nella quarta frazione ma abbiamo rispettato il nostro piano di gara – l’analisi di Battisti – volevamo restare attaccati alla testa nel primo chilometro per poi dare tutto. Ma c’eravamo accorti che la Nuova Zelanda stava facendo la gara su di noi, ha avuto un finale strepitoso e ha meritato”. Dieci anni di differenza, Battisti e Sartori sono l’entusiasmo dell’esordio olimpico e la consapevolezza della maturità (quinta presenza ai Giochi per Alessio). Entrambi originari della provincia di Latina: Romano di Priverno, Alessio di Terracina.
Arriva, profonda e sincera, la dedica al colonnello Bellantuono delle Fiamme Gialle, scomparso di recente in tragiche circostanze. “Per noi è stato come un secondo padre, oggi era in barca con noi e ci ha dato una spinta incredibile”, il ricordo di Sartori.
Chiara Vittorio.







Lascia un commento