A 36 anni la gara più bella della vita. Fabrizio Donato, campione europeo, vince la medaglia di bronzo nel salto triplo dopo una gara super, coronando con un podio Olimpico una lunghissima carriera.
Sapeva che poteva essere protagonista, l’avevano detto anche gli europei di Helsinki e così è stato. Donato è partito fortissimo e, di salto in salto, è andato migliorandosi: 17,38; 17,44; 17,45; e il 17,48 che è valso la medaglia, prima del nullo finale arrivato quando già, Fabrizio, era sicuro del suo bronzo.
Sì perché davanti sono arrivati i fenomeni e strafavoriti americani Taylor e Claye, rispettivamente con 17,81 e 17,62. Mentre dietro, a dar fastidio a Fabrizio Donato, è stato un altro italiano: Daniele Greco. Il pugliese, alla sua prima Olimpiade, sfodera un 17,34 che vale “la medaglia di legno” ma anche a una prestazione comunque da incorniciare. “Per molti sarebbe una batosta la medaglia di legno – ha detto a caldo il giovane Greco -, ma a me dà grande grinta e grande voglia di affermarmi a livello internazionale. Lui ha coronato la carriera nel migliore dei modi con un oro europeo ed un bronzo olimpico, io ho ancora tanta strada davanti ed un quarto posto e’ un grande risultato”.
Per tornare a Donato, l’atleta, ai microfoni, ha confermato la durezza della gara: “Qualcuno diceva che non c’erano i favoriti, ma si dimenticano come ogni volta alla fine qui ci siano gli italiani. Ogni anno finiamo nelle prime dieci posizioni del ranking e questo è un dato di fatto”. Donato ha poi parlato della gara: “E’ stata una gara difficile. Il tendine per fortuna non mi ha fatto male e sono riuscito a prendere il ritmo di salto in salto. Però l’infortunio, quest’anno, mi ha fatto cambiare i piani di allenamernto e forse è stata proprio quella la mia fortuna. Mi sono fatto un bel regalo e a 36 anni penso anche valga di più”.
Una medaglia sicuramente importante per il movimento. Il bronzo di Donato, infatti, è la prima medaglia italiana che arriva dall’atletica. Donato non si nasconde e lascia con una dichiarazione che è uno spot positivo per tutto il movimento: “Io sono contento di questa medaglia per dimostrare che con la dedizione, con il lavoro, con l’amore si può arrivare lontano. Io per prima cosa mi diverto, perché se non mi divertissi avrei smesso, perché per me il salto triplo è gioia. Spero adesso che sulle pagine dei giornali non si parli più di gossip e doping ma si dia più spazio ai risultati e alle imprese sportive. Anche questo sarebbe un bel passo”.
Chiara Vittorio.







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