L’Oms, organizzazione mondiale della sanità, ha definito “storica” la decisione dell’ Alta corte australiana che impone di vendere i pacchetti di sigarette senza logo lanciando un appello al resto del mondo a seguire la stessa politica. Margaret Chan, direttrice dell’organizzazione, ha commentato in un comunicato: <<Con la vittoria australiana, la salute pubblica entra in un nuovo mondo coraggioso per il controllo del tabagismo>>, ricordando che la norma australiana è in accordo con la convenzione per il controllo del tabacco dell’Oms entrata in vigore nel 2005, di cui fanno parte 170 Paesi. Secondo studi fatti dall’Oms, il fumo uccide sei milioni di persone all’anno.
Dal primo dicembre i pacchetti di sigarette e sigari saranno venduti in Australia in confezioni anonime di colore olivastro con annesse immagini sui danni del fumo. Il supremo tribunale, presso il quale avevano presentato ricorso British American Tobacco, Philip Morris, Imperial Tobacco e Japan Tobacco, ha deciso che la legge non è contraria alla Costituzione.
La pronuncia dell’Alta corte era attesa anche in altri paesi come Gran Bretagna, Norvegia, Nuova Zelanda, Canada e India che stanno pensando a legiferare in quel senso per scoraggiare il vizio del fumo.
Pareri discordanti a riguardo. «Il messaggio al resto del mondo – è il commento della ministra della giustizia australiana Nicola Roxon, il cui padre, fumatore, morì di cancro quando lei aveva dieci anni – è che l’industria del tabacco può essere sfidata e battuta». «Resta una cattiva legge che andrà a beneficio solo del crimine organizzato che vende tabacco illegale per le strade», è stata invece la reazione di un portavoce della British American Tobacco.
Al coro di commenti positivi si è anche aggiunto quello della Commissione Ue, che potrebbe studiare il modo di adottare anche da noi un provvedimento simile. Antony Gavrili ,portavoce della Commissione Europea: <<La Commissione Europea segue da vicino quanto fatto in Australia. Attualmente stiamo discutendo tante opzioni, compresa quella del ‘plain packaging’, ma c’é ancora molto da fare>>.
<<Una misura come quella della giustizia australiana sarebbe auspicabile anche in Italia, sia pure con gli adattamenti del caso>>, afferma ad esempio il farmacologo Silvio Garattini, secondo cui i pacchetti dovrebbero contenere un foglietto illustrativo sui danni da fumo. In realtà, afferma il senatore Marino, lo spazio per intervenire sui pacchetti c’é ancora: <<Il foglietto conterrà l’elenco delle 40 sostanze cancerogene presenti nelle sigarette – spiega Marino – e stiamo pensando di introdurvi anche delle immagini esplicative sui danni, ad esempio dai tumori. Se poi il relatore vorrà inserire un emendamento sui pacchetti io sono favorevole>>.
Giuliana Ventura.








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