“Sono cambiate tantissime cose in questi ultimi vent’anni. E’ cambiata sia la discografia che il modo di fare musica e purtroppo in questi ultimi anni è arrivata questa grande crisi del mercato discografico….”, così esordisce Luca Carboni durante un’intervista presentando il suo nuovo album; e come dargli torto? Quello a cui il cantante si riferisce è proprio il modo di creare, produrre e realizzare “musica”, dalle bozze alla vendita, dalle prime strimpellate in studio al prodotto finito ed alla sua distribuzione. E Carboni ha vissuto in pieno l’era del passaggio dall’analogico al digitale, per i suoi primi album, infatti, si parlava ancora di vinile e mangianastri, oggi è cambiato radicalmente il modo di fare musica (internet, talent show e non solo), e con esso non poteva non subire un parallelo cambiamento anche lui: una maturazione ed una crescita come uomo e come artista inevitabile. Quello che non è cambiato, come egli stesso sostiene, è la sua voglia di suonare, di comporre e di esibirsi su di un palco.
“Senza Titolo” è il nome che prende il nuovo tour 2011/2012 dall’omonimo album pubblicato lo scorso 13 settembre. Una scelta distinta e d’impatto quella del titolo del suo 15° album: la scelta di un non-titolo nasce dalla volontà di non voler aggiungere parole superflue all’opera, un po’ come fanno gli artisti delle arti figurative, evitando di sovraccaricare con un’ulteriore denominazione un album ricco di titoli, parole e racconti; “E poi, in qualche modo credo che il titolo, sia racchiuso anche nell’immagine stessa: un padre e un figlio che camminano insieme volgendo lo sguardo al futuro” (immagine fortemente autorappresentativa).
Con uno sguardo rivolto sempre indietro, “Senza titolo” è un disco che come i precedenti tocca le corde della poesia e della malinconia, legato ai temi cari all’artista della vita e dell’amore, amore per la libertà, amore per se stesso, amore per i genitori ma anche trattandone di più delicati come la delusione per l’immobilismo della sua generazione e la paura per quelle attuali, insieme alla tematica del viaggio inteso non solo come spostamento fisico. Esemplari risultano così i singoli “Riccione – Alexander Platz“, che risulta forse la canzone più amara del disco, in cui Carboni fa un po’ un bilancio della propria generazione che negli anni ’80 era estremamente creativa, diversa dalla precedente, una generazione che sembrava culturalmente aperta, che ha assistito alla caduta del crollo del muro di Berlino, e da cui forse, era lecito aspettarsi qualcosa di più incisivo sul piano sociale e politico; “Fare le valigie“, il singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, si presenta come un brano apparentemente leggero, sulla voglia di evasione, di libertà, sul piacere che si cela dietro le speranze di una nuova avventura che ci si appresta a vivere.
Senza Titolo Tour arriva anche in Sicilia e precisamente il 24 agosto a Valverde, pronti ad accogliere un’opera che lascia parlare soprattutto la musica insieme al suo sguardo rivolto ai tempi che stiamo vivendo, riflettendo sul passato ma nello stesso tempo sperando in un futuro migliore. Il tutto senza – ovviamente- tralasciare i più grandi successi di Luca Carboni, che dal 1984 ci accompagnano, per un perfetto tuffo nel passato in un qualsiasi venerdì sera.
Eleonora Mirabile







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