APPLE CONTRO SAMSUNG: VITTORIA ANNUNCIATA.


La giuria della corte di San Jose, in California, consegna all’azienda di Steve Jobs un’importante vittoria: Samsung ha infranto i brevetti della Apple.

Sul fronte dei software, i brevetti infranti da Samsung, secondo i giudici sono tre e riguarderebbero l’effetto di “bounce-back”, ovvero di rimbalzo dell’interfaccia grafica di iPhone e iPad , il “pinch and zoom”, e il “tap to zoom”, cioè la funzione iOS che ingrandisce le immagini con un semplice tocco.

Per quanto riguarda il brevetto del pizzico allo schermo per zoomare (“pinch and zoom”), la giuria si è dichiara a favore di Cupertino, con eccezioni relative ad alcuni modelli di smartphone (Nexus S 4G).

Parere negativo per Samsung anche sull’aspetto dell’interfaccia utente.
Anche sul design dell’iPhone, la giuria si è espressa a favore della Apple, eccettuato il tablet Galaxy Tab, la cui forma rettangolare e gli angoli addolciti in una curva, non intaccano il brevetto sull’iPad.

Vengono respinte, al contrario, le eccezione della Samsung su alcuni brevetti che Apple avrebbe illegalmente utilizzato nei suoi prodotti.

Quanto meno non è stata accolta la denuncia di Apple sulla violazione delle regole antritrust.

I nove giurati hanno raggiunto il verdetto dopo ben 22 ore di camera di consiglio.

Lo scontro fra Apple e Samsung è il primo fra due colossi delle hi-tech a finire in tribunale e da molti è stato descritto come il processo del secolo, in quanto contrappone due dei maggiori attori del mercato

L’entità del risarcimento stabilito in 1,051 miliardi di dollari, comunque, è molto lontana dai 2,5 miliardi chiesti dalla casa di Cupertino e non incide troppo sui bilanci della Samsung, consegnando però ad Apple un formidabile margine di manovra rispetto agli avversari nel mercato degli smartphone e dei tablets.

“La corte ha indicato con chiarezza che rubare è reato”.

Secondo Samsung, il verdetto comporta, invece, “un danno per i consumatori americani che avranno meno possibilità di scelta, meno innovazione e prezzi potenzialmente più elevati”.

Da parte sua, Cupertino replica seccamente, come riporta l’agenzia Bloomberg, che “rubare non è giusto. Facciamo questi prodotti per la gioia dei nostri consumatori e non perché vengano copiati dai nostri competitori”.

Samsung ha, comunque, già annunciato il suo ricorso contro la sentenza del tribunale: “Agiremo subito, depositando un ricorso per ribaltare questa decisione e se non ci riusciremo faremo appello“.

Il dibattimento Apple-Samsung, nato da una causa iniziata da Steve Jobs, diventa, dunque, più di una semplice lotta sui brevetti: diventa indice rilevante di ciò che, in un mercato in forte espansione come quello degli smartphone, potrà essere tollerato.

Angela Scalisi

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