IL NUOVO DECRETO SULLA SANITA’: TASSE AD HOC.


Cosa prevede il tanto discusso decreto che, il ministro della Salute, Renato Balduzzi, presenterà al prossimo Consiglio dei ministri, il 31 agosto?

Si intravedono tasse ad hoc su bevande alcoliche e zuccherate, giro di vite e multe salatissime per chi vende sigarette ai minori di 18 anni (con multe che potranno arrivare fino a mille euro, e a duemila in caso di recidiva, con la sospensione, per tre mesi, della licenza per l’esercizio dell’attività).

Su questo punto, è bene specificare, che i rivenditori, in base alla bozza presentata, avranno “l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta”. Entro diciotto mesi dall’entrata vigore del decreto, “i distributori automatici per la vendita al pubblico di prodotti del tabacco (…) devono essere dotati di un sistema automatico di rilevamento dell’età anagrafica dell’acquirente. Sono considerati idonei i sistemi di lettura automatica dei documenti anagrafici”.

La riforma toccherà anche la categoria, indimenticabile, dei medici di famiglia. Per continuare ad operare, dovranno consorziarsi creando un pool di colleghi (almeno 5), in modo da poter garantire assistenza 24 ore su 24. Si punta, in effetti, allo smaltimento delle interminabili file nei pronto soccorso e ad offrire più servizi ai pazienti in fatto di diagnostica e visite specialistiche.

La riforma prevede, anche, più trasparenza per le nomine dei direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale. Saranno, in particolare, le Regioni ad effettuare le scelte «garantendo misure di pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula» e meccanismi di trasparenza nella valutazione degli aspiranti. L’età anagrafica dei candidati non potrà essere superiore a 65 anni e gli stessi dovranno essere in possesso di un diploma di laurea magistrale e di una adeguata esperienza dirigenziale (almeno quinquennale) nel campo delle strutture sanitarie, e settennale negli altri settori, con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie.

Nuove regole, anche, per l’attività di intramoenia «allargata».
I medici potranno continuare ad operare fuori da strutture pubbliche, ma dovranno segnalare la propria attività al servizio sanitario nazionale, assicurando cosi al fisco la tracciabilità dei pagamenti effettuati dai loro pazienti. Sarà, per l’appunto, vietato il pagamento in contanti delle prestazioni esterne.

Previsti anche ridimensionamenti per i videopoker: gli apparecchi dovranno essere ospitati in locali che distino dalle scuole almeno 500 metri. «Gli apparecchi idonei al gioco d’azzardo – si legge nel provvedimento – non possono essere installati all’interno ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto. Ulteriori limitazioni possono essere stabilite con decreto del ministero dell’interno, di concerto con il ministero dell’economia e delle finanze e con il ministero della salute».

Saranno poi aggiornati i Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed, in particolare, per quanto riguarda le “persone affette da malattie croniche, da malattie rare, nonché da dipendenza da gioco d’azzardo patologico”, e ciò “al fine di assicurare il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze”.
Novità, anche, per chi pratica sport. Per iscriversi in palestra o in piscina, servirà un certificato di sana e robusta costituzione più “dettagliato”. Occorrerà recarsi da un medico sportivo: “Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività non agonistica o amatoriale – spiega il decreto – il ministero della Salute (…) dispone idonee garanzie sanitarie mediante l’obbligo di certificazione specialistica medico-sportiva”.

Ampia, poi, la parte dedicata ai farmaci. Arrivano norme sulla sperimentazione (coordinata dall’Agenzia Aifa), sui medicinali omeopatici (procedure di autorizzazione semplificate) e sulla revisione del prontuario terapeutico, dal quale verranno cancellati i prodotti il cui impiego non viene più considerato utile per il servizio sanitario pubblico.

Infine, ma non per importanza, il punto più discusso: la bozza conferma l’intenzione di introdurre una tassa sulle bibite analcoliche e superalcolici con zuccheri aggiunti e con edulcoranti. Nel testo si legge che “è introdotto per tre anni un contributo straordinario a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato, nonché a carico di produttori di superalcolici in ragione di 50 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato”. Il ricavato sarà destinato “al finanziamento dell’adeguamento dei livelli essenziali di assistenza”.

Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl in Senato, annuncia battaglia: «Balduzzi usa argomenti strumentali. Ci opporremo».

Il decreto pone, dunque, un’attenzione particolare agli stili di vita, all’alimentazione e alle attività che incidono direttamente sulla vita del cittadino. I 27 articoli, da cui lo stesso è composto, attraversano i vari ambiti della sanità italiana, puntando, in buona sostanza, a promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute.

Lo stesso Balduzzi si mostra, comunque, cauto: «È una proposta, siamo al livello di bozza. Dobbiamo discutere. Parlare di rivoluzione è troppo. Sono però interventi importanti, molti dei quali auspicati da tempo, basti pensare ai rapporti tra politica e sanità. Siamo aperti alle limature».

Gli interessi in gioco sono parecchi, e c’è chi pronostica, come è facile immaginare, uno slittamento del decreto quanto meno a settembre.

Non resta dunque che attendere.

Angela Scalisi.

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