Ultimo e definitivo addio alle lampadine ad incandescenza ma attenzione allo smaltimento di quelle a led e a fluorescenza


Il conto alla rovescia, a scadenza annuale, é giunto al termine. Da qualche anno, infatti, ogni 1 settembre vengono tolte dal mercato le vecchie care lampadine ad incandescenza, da quelle con consumo maggiore, le 100 watt del 2009, fino alle 45 e 25 watt di questo settembre. Da oggi in tutta Europa commercianti, supermercati, ferramenta ecc… potranno vendere esclusivamente lampade a led e a fluorescenza che, come tutti ormai sappiamo, permettono un risparmio energetico intorno allo 80%. Effettuando un rapido calcolo si evidenzia immediatamente la convenienza economica derivante dall’acquisto di queste nuove fonti di luce; mantenendo accesa una lampadina di 15 W (equivalente delle obsolete 75 W ad incandescenza) per un periodo medio di 7 ore giornaliere, tenendo presente il costo della lampadina e quello dell’energia elettrica annualmente consumata, si ottiene una diminuzione dei costi totali dai 42 ai 12 euro. In termini di produzione di CO₂, prodotta durante il ciclo di vita della lampadina, la convenienza é ancor più esaltante perché dai  76 kg si scende ai 15 kg. Si tenga presente, anche per evitare di riflettere troppo sul costo nettamente superiore che hanno queste moderne lampadine, che quest’ultime posseggono una durata, confrontata con le loro antenate, 10 volte superiore.

Attenzione! Per non ricadere negli stessi errori del passato prestiamo particolare attenzione allo smaltimento di questi nuovi oggetti comuni nelle nostre case. Il contenuto é altamente inquinante ed in parte pericoloso per la salute dell’essere umano. Sostanze tossiche come il mercurio hanno bisogno di precise lavorazioni per essere smaltite e poi recuperate, proprio nel segno di una società votata al riciclaggio. Il problema é, malgrado tutto, il solito: difficilmente si trovano nei comuni o nei negozi raccoglitori per il riciclo delle lampadine. Se riflettiamo sul fatto che con difficoltà troviamo un contenitore per le batterie usate figuriamoci quanto dovremo aspettare perché arrivino nelle nostre comunità quelli adibiti alla raccolta delle lampadine esaurite! Eppure é doveroso citare chi già si impegna su questo fronte, l consorzio Ecolamp fa sapere che nel 2011 ne ha raccolto 1500 tonnellate divise in 1600 comuni recuperando 120 tonnellate di sostanze tossiche. Da oggi i numeri non possono che aumentare, questa potrebbe rappresentare una ghiotta occasione per non fare del male a noi stessi, all’ambiente che viviamo e, con un po’ di fantasia, una idea imprenditoriale per creare nuovi posti di lavoro.

 

Paolo Licciardello 

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