Molti dispositivi presentano questo impressionante sistema che permette la ricarica della batteria senza fili. Parliamo sopratutto di smartphone e tablet che già troviamo in molti negozi o che troveremo da qui a breve in quantità certamente moltiplicate (basterà attendere il periodo natalizio, vedi i nuovi Nokia Lumia con Windows pone 8), la tecnologia in questione, come molti sapranno, non rappresenta una vera e propria innovazione, da tempo si attendevano forti sviluppi in questo campo, ma il momento d’espansione ed utilizzo sembra proprio giunto. Nelle scocche dei nostri nuovi telefonini saranno alloggiati i sistemi di ricarica wireless che non nascondono alcun “magico” funzionamento. La nostra sete di conoscenza deve peró ugualmente essere saziata; quale é l’arcano che permette un simile prodigio? In maniera piuttosto semplificata: una coppia di bobine, formata da migliaia di spire ed avvolgimenti di materiale conduttivo che generano un campo magnetico quando attraversate da una corrente elettrica, costituiscono un trasformatore se poste a poca distanza l’una dall’altra. Per riuscire a caricare la batteria di un qualsiasi tipo di dispositivo, in questo modo, la tensione al primo avvolgimento può essere trasformata al secondo avvolgimento in una tensione che abbia una intensità minore ed idonea all’utilizzo che se ne vuole fare. Il nostro caro amico filo si é sempre più prodigato, negli anni, a tenerci compagnia in casa, in ufficio, in aula studio, in borsa, in palestra, in bagno, a teatro come al cinema e, se fosse stato possibile, anche al mare o addirittura in chiesa. Da oggi basterà poggiare questi oggetti su una semplice piattaforma o su un cuscino perché si abbia l’energia di cui tali dispositivi sono ingordi (ma le loro funzionalità sono diventate per noi indispensabili). Ad ogni modo, l’appoggio appena descritto rappresenta il primo avvolgimento o il primo induttore, il dispositivo da ricaricare invece conterrà, in maniera sempre più miniaturizzata, il secondo avvolgimento. Il loro avvicinamento permetterà alla corrente di scorrere ed alimentare il circuito di carica.
Anche se inizialmente la ricarica wireless tendeva ad aumentare la temperatura degli elementi dello smartphone, i progressi tecnologici hanno permesso di ovviare in qualche modo a tali inconvenienti. É stato anche diminuito il pericolo delle scariche elettriche causate da dispersioni tramite i cavi. La comodità, che deriva dall’assenza dei fili, rappresenta il vantaggio più grande per i consumatori che, probabilmente, tra qualche anno, potranno sfruttare mobili ed elementi d’arredo che incorporano gli induttori per la ricarica, elementi delle auto con la medesima funzione e molte altre novità che l’ingegno umano metterà a disposizione della collettività.
Paolo Licciardello







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