Martina Caironi, oro nei 100 metri.


“Ce l’ho fatta! E’ stato come sfondare il muro del suono”, queste le prime parole di Martina Caironi appena dopo aver tagliato il traguardo che le ha portato la medaglia d’oro nei 100 metri alle Paralimpiadi di Londranella categoria T42 col tempo di 15″87, nuovo record mondiale.
“Sono salita sul gradino più alto del podio, non poteva esserci soddisfazione più grande. Sono riuscita anche ad abbattere il record del mondo che mi apparteneva”, la 20enne bergamasca che ha regalato all’Italia la medaglia d’oro nei 100 metri non trattiene la gioia e racconta anche del suo incontro con Pistorius: “Mia ha fatto i complimenti e abbiamo fatto quattro chiacchiere. E’ molto bravo, alla mano”.
Una felicità incredula quella di Martina che racconta la sensazione provata sul podio nel vedersi sul maxischermo: “Ho pensato: ‘Che ci fa quella lì? Ci deve essere un errore.’ Invece era tutto vero. Sono troppe le persone a cui vorrei dedicare questa medaglia: i genitori, i fratelli, gli amici, sia quelli italiani sia quelli spagnoli che ho conosciuto in Erasmus. Devo assolutamente dedicarla anche ai miei due allenatori: Mario Poletti qui in Italia,edEnriqueMarqueznell’annochehovissutoinSpagna. “
Una ragazza giovane, piena di vita, una studentessa come tante all’Università di Milano che non dimentica il suo dovere: “Il 24 ricomincia già l’università, studio Mediazione Culturale e Linguistica ed è importantissimo perme”.
Ora che è salita sul gradino più alto del podio, realizzando il suo grande sogno, sembra così lontana quella sera di cinque anni fa quando un’auto l’ha investita mentre stava rincasando in motorino scaraventandola a terra.
Martina ha perso la sua gamba sinistra ma non la sua voglia di correre. “Per fortuna sono stata operata da un medico austriaco – racconta -. Lì lo sci è molto popolare tra gli amputati e il chirurgo mi ha praticato una disarticolazione, tagliando al livello del ginocchio. Così, attraverso l’applicazione di un ginocchio elettronico, ho potuto indossare una protesi sportiva e continuare a fare quello che ho sempre fatto fin da piccola”. La prima protesi arriva dal Centro Inail di Vigorso di Budrio: “La sensazione di sentire nuovamente la spinta di ritorno, quando saltello con il piede sinistro, è indescrivibile, meravigliosa”.
E così Martina è diventata una promessa dell’atletica paralimpionica: ha firmato e battuto numerosi recorddal 2008 ad oggi. Il primo titolo mondiale arriva nel 2011 con il successivo record nei 100 metri piani. Ma l’atleta bergamasca non si fa mancare niente e conquista anche un bronzo nel salto in lungo. Avanti senza farmarsi, fino ad arrivare alle Paralimpiadi 2012. Prima di partire aveva detto: “Londra è ciò che ancora non posso immaginare, ma anche ciò che un giorno racconterò ai miei figli, quando sarò madre”.
Ora, con la medaglia al collo, Martina pensa al prossimo futuro: “Tutti mi chiedono cosa voglio fare del premio di 75 mila euro. Avevo promesso un viaggio e questa sarà la prima cosa da fare oltre alla cena con i miei amici”.

 

 

Chiara Vittorio.

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑