PAMELA PEZZUTTO: “PARTITA DIFFICILE, MA MI GODO L’ARGENTO”


Donna di sport, ma anche donna di famiglia. Pamella Pezzutto, argento nell’individuale di tennis tavolo classe 1- 2, si confida ai microfoni di Superabile. Una vita a tutto tondo tra allenamenti, gare e famiglia. Dopo la prova a squadra che la vede impegnata nei prossimi giorni, Pamela dopo Londra dedicherà tempo a marito e vita privata, pensando anche a Rio 2016. Sconfitta in finale dalla cinese Jing Liu, Pamela da Casa Italia non rinuncia comunque a trasmettere ottimismo.”Una partita difficile. Mi aspettavo – ha infatti dichiarato ai microfoni di Superabile – anche che lei (Jing Liu, ndr) arrivasse in finale. Potevo fare qualcosa di più. Purtroppo, lei è stata veramente brava perché ha sbagliato pochissimo. Ha continuato a spingere, a pressare. Diventava difficile per me fare un gioco, che è il mio gioco, ovvero attaccare più palline o mettere più palline piazzate. E’ stato difficile, ma comunque aver vinto la medaglia d’argento, bissato peraltro dopo quella di Pechino, non mi fa altro che piacere”.Obiettivi dopo Londra. Una nuova Paralimpiade? “Adesso – ha continuato – mi godo questa medaglia. Vediamo anche la gara a squadra, cosa succede. Poi dopo Londra mi fermerò un po’. Ho bisogno di ricaricare le pile, pensare un po’ alla mia famiglia, vivere la vita…quella vicina al tennis tavolo. Per Rio, vediamo nei prossimi anni”.Un a donna completa: un lavoro, una famiglia, il tennistavolo. Come è organizzata la giornata di un campione paralimpico? “E’ difficile – ha commentato – conciliare il tutto, però ho un marito eccezionale, genitori che mi seguono, mi accompagnano: questo mi permette di fare tutte le cose. Vedo però che sto togliendo spazio alla vita privata, quindi troverò una soluzione dopo Londra”.Qualcuno cui dedicare la medaglia? “Questa medaglia – ha concluso sorridendo – è dedicata a tante persone che comunque continuano ad accompagnarmi quando ci sono le gare, i tornei internazionali. Ci sono i tecnici che mi hanno seguita, la mia società, Gianni Olivo che è sempre lì anche dall’Italia in questi giorni, Antonio Simeone di Vicenza dove vado ad allenarmi che è sempre disponibile. Questa medaglia è dedicata a tutti quelli che hanno creduto in me in questi 4 anni”. “Lo sport può aiutare tanto in generale. Non è solo per una questione fisica, ma – h ainfine chiosato la campionessa – anche per una questione mentale. Ti apre un mondo diverso dove puoi spaziare, fare tutto. Quindi ben venga che ci siano nuovi atleti. Non ce ne sono molti, ma spero che aumentino”.
Chiara Vittorio.

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