Bengasi, Libia, ucciso l’ambasciatore statunitense Chris Stevens e tre funzionari che lo accompagnavano. L’auto su cui viaggiavano i diplomatici era diretta, secondo le ricostruzioni, in un luogo sicuro dove poter passare la notte in seguito all’assalto avvenuto poco prima al consolato USA. Il mezzo sarebbe stato colpito da un razzo causando la morte degli occupanti. Secondo altre voci si ritiene che il console sia invece morte all’interno del consolato per asfissia. I corpi dell’ambasciatore Stevens, del suo accompagnatore e dei due marines di scorta, che lo accompagnavano durante il viaggio da Tripoli, sono stati immediatamente portati in un primo momento, all’aeroporto di Bengasi per poi essere trasferiti in una base tedesca. Ecco il commento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, quanto mai toccato dalla tragedia, «attacco scellerato, sono profondamente addolorato per la morte di Stevens», egli ha inoltre aggiunto che ha dato ordine di aumentare la sicurezza di tutte le sedi diplomatiche Usa nel mondo. Sono giunte anche le parole del segretario di Stato americano, Hilary Clinton, dopo aver confermato la notizia della morte ha affermato: “Abbiamo il cuore spezzato per questa terribile perdita – È stato ucciso chi era impegnato ad aiutare il popolo libico ad avere un futuro migliore”. Riportiamo anche le scuse del governo libico: “Presentiamo le nostre scuse agli Usa, al popolo americano e al mondo intero”, in tal modo si è pronunciato il presidente del congresso nazionale libico Mohamed al-Megaryef. Le vicende che hanno portato ad una nottata di sangue hanno avuto inizio martedì notte quando i manifestanti hanno attaccato in assetto da guerra il consolato americano di Bengasi. In una zona centrale della grande città nell’est della Libia granate e grosse armi da fuoco hanno risvegliato la paura in tutti in quei quartieri per almeno 45 minuti. In pochi minuti, infatti, a detta dei numerosi testimoni, sono stati avvertiti fragorosi boati e colpi d’arma da fuoco che hanno prodotto nubi di fumo. La rapidità degli interventi ha permesso sin dai primi minuti la formazione di una cintura di blocchi per le strade. La violenza ha avuto origine dalla visione di un film ritenuto offensivo da parte degli islamici; il film in questione “Innocence of Muslin” (L’innocenza dei musulmani) è stato realizzato dal regista israelo-americano Sam Bacile e da un gruppo di copti egiziani residenti negli Stati Uniti. Lo stesso regista, dopo gli scontri avvenuti al Cairo nei giorni scorsi, si era così espresso: “L’islam è un cancro”.
La rivendicazione non si è fatta attendere, Ayman al Zawahiri, numero due di Al Qaeda, ha reso noto che l’uccisione dell’ambasciatore Stevens è stata la reazione della milizia Ansar Al-Sharia alla conferma della morte di Abu al-Libi. SI presume dunque che l’attacco alla sede del console americano in Libia non sia da imputare esclusivamente alla visione del film di Bacile, diffuso su youtube, sulla vita del profeta Maometto, bensì al fatto che i miliziani sapessero della presenza dell’ambasciatore Stevens all’interno del consolato. Dalle immagini circolanti sul web si percepiscono gli agghiaccianti momenti dell’attentato, il corpo dell’ambasciatore viene trasportato sulle spalle esamine ed in condizioni disumane. Siamo di fronte ad una ennesima profonda crisi internazionale prodotta dalla insensatezza del comportamento umano.
Paolo Licciardello






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