Da cosa nascono le rivolte musulmane


Mentre nel mondo arabo si susseguono le proteste e gli attacchi alle ambasciate di Stati Uniti, Inghilterra e Germania, si cerca ancora di fare chiarezza sulla pellicola che ha fornito il pretesto per le manifestazioni antioccidentali. Difficile risalire alla realtà dei fatti in questa storia che presenta molti lati oscuri. Per il momento si sa del film, “Innocence of Muslims”, è possibile vedere solo il trailer: sono immagini dall’aspetto amatoriale e dall’atmosfera “porno-soft”. A far scatenare le proteste dei musulmani, infatti, è il ritratto offerto della figura del Profeta: ridicolizzato, Maometto è descritto come un truffatore donnaiolo che abusa dei minori.

Nessuno ha mai visto il film per intero, ma le immagini circolavano su YouTube già da giugno; solo qualche giorno fa, però, quando il video è comparso sul sito dei copti coi sottotitoli in arabo, è diventato di dominio pubblico, dando il via all’escalation di violenze che è arrivata a coinvolgere anche l’Australia.

Risalire a chi c’è dietro il progetto del film si sta rivelando un’impresa più complicata del previsto per le autorità. In un primo momento il responsabile della produzione sembrava essere un ebreo israeliano, Sam Bacile, che, secondo le prime notizie diffuse, avrebbe realizzato la pellicola coi soldi donati da cento ebrei molto ricchi. Rivelatasi una bufala, la falsa notizia è stata smascherata in fretta. Le autorità hanno, infatti, scoperto che dietro quell’identità si nascondeva Nakoula Basseley, un cristiano copto di 55 anni, che nei mesi scorsi si sarebbe recato in Egitto per raccogliere fondi.

Nakoula, che vive a Cerritos, un sobborgo di Los Angeles, si è spontaneamente consegnato alla polizia per essere messo sotto scorta. Ma le autorità lo conoscevano con il nome di Bacily Nakoula, già finito in carcere per 21 mesi, e condannato a pagare indennizzi per 790mila dollari, famoso anche per aver cambiato spesso identità. Al cast raccolto per girare la pellicola, infatti, si era presentato come Sam Bassiel. Anche il titolo con il quale gli 80 tecnici e attori conoscevano il film non è lo stesso diffuso oggi. Il film risulta nei registri cinematografici californiani, come pellicola del 2009, con il titolo di “Desert Warrior”. Il cast si è detto truffato dal produttore, registratosi all’albo come Abenob Nakoula Basseley: attraverso un comunicato stampa gli attori (dei quali non c’è ancora traccia) hanno fatto sapere di non essere consapevoli che il film era stato progettato come un attacco agli islamici; la storia che erano convinti di girare era sì ambientata in Egitto, ma aveva come protagonista un uomo di nome George, non Maometto.

Una vicenda ancora troppo ingarbugliata che vede coinvolti altri due personaggi dalla dubbia fama. Si tratta di Steve Klein, un consulente cinematografico che ha dichiarato di avere sostenuto la produzione perché stufo degli abusi dei musulmani, e Terry Jones, il pastore della Florida reso famoso dall’episodio che nel 2009 scatenò sanguinose proteste in Afghanistan: all’epoca, infatti, a infiammare gli animi degli islamici fu la sua proposta (poi messa in atto) di bruciare copie del Corano.

 

Aurora Circià

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