“Si cade spesso nell’errore di considerare la Moda come qualcosa di troppo frivolo e superficiale piuttosto che una forma d’arte. Eppure non ha nulla a che invidiare alla altre discipline. In una collezione si miscelano colori, idee, sogni, proiezioni, emozioni, come un film, una musica o un quadro. Se vogliamo esagerare anche un abito da sera ha una sua architettura”. Così Roberto Cavalli definisce la moda, ma il quesito che avvolge tutti è: “possiamo essere tutti artisti in questo settore?” La riposta è semplice: se siete delle vecchie icone dello show business e siete state notate in questa “vita precedente” per avere avuto del buon gusto, la risposta sarà si.
Dopo il debutto nel regno della moda delle gemelle Olsen e della Posh Spice Victoria Beckham è il turno di Katie Holmes, nota come Joey Potter o ex moglie giovane di Tom Cruise.
La New York fashion week è uno degli eventi più importanti dell’industria della moda. E’ una settimana che permette ai progettisti di moda, alle maison di mostrare le ultime tendenze.
La cosa più importante di questi eventi è lasciare che il settore sappia che cosa sia “in” e cosa sia “out” per la stagione S/S 2013.
Riuscirà Katie Holmes ad essere “In” e scrollarsi dalle spalle il ruolo “ombra” che si porta dietro da anni?
La linea “Holmes & Yang” è stata fatta sfilare presso il Lincoln Center di Manhattan. I pezzi proposti sono semplici e l’obiettivo ha spiegato la designer è quello di elevare lo stile casual. Ad una prima occhiata potremmo definire che questa collezione è caratterizzata dal voler rappresentare la femminilità nella sua semplicità ma senza essere mai sciatte o non chic. Il fine della linea sarebbe quello di intrecciare la sensibilità rilassata dello stile di Los Angeles con la possibilità di indossare un determinato capo sia al mattino che alla sera come il mini dress giallo con stampa floreale oppure un outfit più grintoso come i coordinati in pelle.
Attraverso un celere Press Tour è facile già notare i giudizi non del tutto positivi. Panorama, Vanity Fair e altre autorevoli riviste del settore moda hanno sentenziato in maniera decisa che la sfilata non è stata un exploit di bellezza e che per farsi notare in questo settore non basta semplicemente il “nome”.
Alessia Aleo

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