250 “Picassi” in mostra a Milano.


 

 

“I mediocri imitano, i grandi copiano”.

MILANO. Dal 27 settembre al 6 gennaio si svolgerà a Palazzo Reale di Milano un’ingente mostra dedicata alla vita di Picasso. Curata da Anne Baldassari, tra i più importanti studiosi dell’artista e curatrice del Musé National Picasso di Parigi, rappresenta un excursus cronologico sulla produzione dell’artista.

”Quella che inaugureremo la prossima settimana – ha detto l’assessore alla Cultura Stefano Boeri – sara’ la terza mostra di Picasso realizzata a Milano, dopo quella, storica del 1953 e dopo quella del 2001. La prima, quando ancora Picasso era in vita, è stata realizzata nell’immediato dopoguerra e ha visto la straordinaria esposizione di Guernica in Sala delle Cariatidi. La seconda, realizzata anch’essa in un momento storico-politico particolarmente drammatico qual è’ stato quello che ha seguito l’attentato alle Twin Towers, ha visto nelle sale di Palazzo Reale la prima retrospettiva di un Picasso già storicizzato. Ora, con questa grande antologica che copre tutte le fasi più significative della sua produzione artistica, Milano celebra il ritorno del grande artista, dedicando alla storica esposizione del ’53 e a ‘Guernica’ un focus nella stessa Sala delle Cariatidi, con immagini, lettere e carteggi originali”.

E così da Parigi le opere volano nuovamente a Milano ma stavolta all’appello non mancherà nessuna: dal periodo blu a quello rosa, dal periodo della ricerca africana o protocubista al cubismo analitico, per poi passare al cubismo sintetico e classico, al pittore surrealista, al periodo del coinvolgimento politico e i dipinti sul tema della guerra, l’interludio pop e le variazioni sul tema ispirati ai grandi maestri dell’arte rinascimentale e moderna fino alle sue ultime produzioni prima della morte, avvenuta nel 1972. 

Molte di queste opere non uscirono mai dal museo parigino. La capitale francese le custodisce accuratamente dal momento che l’artista all’età di ventiquattro anni si trasferì in Francia. Frequentò i quartieri di Montmartre e Montparnasse, annoverando tra le sue amicizie Breton, Apollinaire e la scrittrice Stein. Al momento della sua morte, molti dei suoi dipinti erano di sua proprietà, dato che Picasso tenne fuori dal mercato le opere che non aveva bisogno di vendere. Oltre a ciò, Picasso possedeva una considerevole collezione di opere di artisti suoi contemporanei come ad esempio Henri Matisse, con cui scambiò lavori. Non lasciando un testamento, le tasse di successione vennero pagate allo stato francese attingendo alle sue opere e alla sua collezione. Questi lavori andarono a formare il nucleo dell’immensa collezione del Musée Picasso di Parigi. Nel 2003 i parenti di Picasso inaugurarono un museo dedicato ai suoi lavori nella sua città natale in Spagna, il Museo Picasso Málaga.

Giuliana Ventura.

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