Benetton torna a stupire. Con la nuova campagna pubblicitaria lanciata in questi giorni, la casa di moda italiana ribalta gli schemi e premia l’“Unemployee of the Year” (il “non impiegato dell’anno”).
La nuova campagna globale (che toccherà 35 Paesi) è nata, ancora una volta, nell’ambito della Fondazione Unhate, creata nel 2011 per combattere la discriminazione e l’odio, e che aveva già fatto scalpore con i precedenti scatti pubblicitari che “immortalavano” finti baci tra politici e religiosi.
Le immagini della nuova campagna mostrano giovani ragazzi scelti in tutti i continenti, disoccupati veri, vestiti in abiti formali e con lo sguardo serio, simboli di un problema di dimensione globale che Benetton ha deciso di portare all’attenzione di tutti per rivalutare un capitale umano sconfinato e sprecato. Oggi, infatti, nel mondo esistono 100 milioni di disoccupati under 30. È anche, se non soprattutto, a loro che si rivolge la campagna pubblicitaria Benetton, che non si limita a descrivere la loro realtà, ma intende agire e modificarla. “Unemployee of the Year”, infatti, è anche un contest online che si rivolge ai giovani tra i 18 e i 30 anni che non hanno ancora trovato un impiego fisso: presentando un progetto personale, in coerenza con la filosofia e i valori della Fondazione Unhate, Benetton ne sceglierà 100 da premiare con 5000 euro ciascuno, per permetterne la realizzazione.
Ancora una volta, come da tradizione quasi, United Colors of Benetton sceglie di lanciare una campagna pubblicitaria nella quale non vi è relazione diretta tra le immagini e il prodotto. Tramite la potenza del messaggio espresso, l’iniziativa vuole portare agli occhi dell’opinione pubblica il mutato orizzonte lavorativo col quale i giovani devono fare i conti, nella speranza che, focalizzando l’attenzione non sulla merce, ma su un valore, si possa incidere sulla realtà e migliorarla a livello globale.
Aurora Circià







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