BOLOGNA. Apre il museo più “fresco” del mondo; non ha un sistema di condizionamento particolare e non contiene surgelati, ma tutti gli amanti delle tentazioni e del gusto apprezzeranno l’ apertura del primo museo del gelato.
“Il museo trasforma l’opera in oggetto” diceva nel 1957 André Malraux ne “La metamorfosi degli dei”, ed è ciò che ha fatto la Fondazione bolognese “Bruto e Poerio Carpigiani”, la prima al mondo dedicata al gelato artigianale, che gestirà anche il Gelato Museum.
Lo storico imprenditore Carpigiani, esportò in tutti i continenti la tecnologia, la cultura e il business del gelato; il museo, ottenuto riconvertendo una porzione di oltre 1000 metri quadrati dello stabilimento Carpigiani ad Anzola Emilia, pochi chilometri fuori Bologna, racconta il gelato dagli albori preistorici agli ultimi sviluppi che l’ hanno visto diventare perfino salato.
Inaugurato il 27 settembre, ospita un’ampia collezione di oggetti e macchine che illustrano la storia del gelato e, nella consapevolezza del ruolo fondamentale riconosciuto dall’UNESCO al patrimonio immateriale, raccoglie le testimonianze audiovisive dei protagonisti della storia del gelato. E’ dedicato all’ approfondimento, alla documentazione e alla trasmissione della storia, dei valori e della cultura di questo alimento. Durante la giornata inaugurale sono state mostrate 10.000 fotografie e documenti storici, la prima ricetta di gelato mai scritta,effettuate visite guidate, degustazioni e gli inevitabili laboratori didattici.
”Dalle origini ad oggi, si tratta di un percorso interattivo su 3 livelli di lettura – dicono architetti e curatori-:evoluzione del gelato nel tempo, storia della tecnologia produttiva, luoghi e modi di consumo del gelato”. ”Nel Gelato Museum Carpigiani troveranno spazio oltre venti macchine originali, postazioni multimediali e documenti storici – proseguono – e poi preziosi strumenti ed accessori d’epoca, inedite video-interviste, laboratori didattici”.
”Il Gelato Museum Carpigiani si propone come punto di riferimento per il settore, vuole dare radici e valorizzare storicamente questo alimento fresco e di alta qualità ed il mestiere del gelatiere, diffondendone nel mondo eccellenza, creatività e gusto”, spiega Romano Verardi, Presidente della Fondazione. Proprio per quanto riguarda la sezione che racconta la nascita del mestiere di gelataio, risalente al XVI-XVIII secolo, protagonista indiscusso è Cosimo Ruggeri.
Oggi leader indiscusso nel mondo, la Carpigiani investe nella cultura del settore e del Made in Italy: nasce in quest’ottica il Gelato Museum di Anzola Emilia, comune della cintura di Bologna dove un suo laboratorio educa al gelato artigianale 6.000 persone l’anno e ha gia’ dato impulso a un corso di laurea ‘ad hoc’ con il polo di Rimini dell’Universita’ di Bologna. “La capitale romagnola consta di un’esperienza consolidata e Carpigiani restituisce questa esperienza alle nuove generazioni attraverso la Fondazione”, ha detto Simona Lembi, Presidente del Consiglio comunale di Bologna, alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa.
Non si discosta dalla storia del gelato la prima iniziativa della Fondazione: un premio per il miglior design del cono da passeggio e qui si sostiene che lo inventò Italo Marchionni nel 1903, non che nacque alla fiera mondiale di St.Louis nel 1904.
In questo momento vi è un serio dibattito su chi o quale comunità ha inventato il gelato. Alcuni dicono che fu portato dagli invasori arabi giunti in Spagna e in Sicilia, mentre altri credono che fu opera degli antichi romani. Che si trattasse di arabi o romani non ha molta importanza, il merito va comunque agli italiani perché nessun menu di dessert può essere completo senza questo trattamento delizioso.
Giuliana Ventura.









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