Da quando, più di un anno fa, uno scienziato ed un imprenditore, il fisico Sergio Focardi e Andrea Rossi, hanno proposto al mondo ed al mercato il loro E-Cat (Energy Catalizer) dubbi, perplessità, euforia, sorpresa ecc… si sono insinuati in tutti gli appassionati ed esperti del settore. Dubbi insinuati radicati e mai più andati via, come una macchia di gelso sulla camicia bianca preferita. Migliaia di messaggi, commenti, opinioni scambiate, dispute tra “scettici” e “credenti” sono visibili su siti specializzati, testate giornalistiche, linkedin, facebook, blog e ogni canale d’informazione accessibile. Il tabù messo in risalto da questa invenzione, il cui funzionamento non è stato ancora svelato, è quello della fusione fredda. Non capendo bene come sia costruito e non sapendo nulla, o quasi, del suo funzionamento, l’E-Cat è stato paragonato ad una specie di scalda acqua che produce energia termica dal vapore creato. A detta degli esperti l’energia prodotta, in realtà, non è giustificabile dalle reazioni chimiche conosciute; Rossi ed il suo socio fisico presuppongono che la causa sia da ricercare nella reazione che si innesca tra atomi di Nichel e Idrogeno, denominata Lenr (Low Energy Nuclear Reaction). Unico neo della teoria è il fatto che proprio questa reazione risulta ancora sconosciuta. Se tralasciassimo questo “piccolo” inconveniente potremmo gioire per una energia di tipo nucleare non radioattiva che non produce scorie perché non vi è lo sfruttamento di alcun materiale fissile.
Rossi si è sempre rifiutato di rendere pubblico il segreto che circonda il marchingegno, gli scienziati più eminenti non intendono dare credito a questa invenzione finché non ne sarà rivelato il funzionamento esatto. Paragonandosi a Meucci, Rossi, ha ribadito che non toglierà il velo che ricopre l’E-Cat per paura di essere derubato ma ha anche accennato a nuovi sviluppi. Egli infatti si è occupato dello sviluppo di un “Hot Cat”, ovvero una centrale termo-elettrica in grado di fornire energia illimitata una volta messa in funzione. La commercializzazione di questo prodotto è ciò che interessa maggiormente il fisico e l’imprenditore, per tale motivo detengono già il brevetto italiano e si avviano ad ottenere anche quello internazionale per poter così vendere a tutto il mondo l’Energy Catalizer.
È innegabile, però, che vendere una tecnologia del genere al singolo cittadino si rivela non semplice, considerando non solo i dubbi suscitati ma anche tutte le problematiche relative alla sicurezza. Per questo motivo si è saputo della vendita di una centrale termoelettrica, in ambito militare, di 1 megawatt a bassa temperatura che avrebbe già ottenuto la certificazione di sicurezza volontaria, una certificazione che risulta valida per i prototipi, da parte della Sgs, Société Générale de Surveillance, un’azienda svizzera leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica, analisi e certificazione che ha come principale azionista il gruppo Exor (società della famiglia Agnelli). Ad una macchina che sfida teorie scientifiche e principi negati dalla scienza è stato dato anche un costo, da non prendere molto in considerazione secondo il nostro modesto parere, stimato intorno al milione di euro che dovrebbe abbassarsi fino ai 100.000 euro una volta entrata in catena di produzione. Fleischmann, scienziato elettrochimico ceco, scomparso lo scorso agosto, aveva annunciato al mondo di aver scoperto la fusione fredda assieme al suo studente Stanley Pons presso l’università dello Utah trovando la medesima diffidenza da parte del mondo scientifico. La scienza ha i suoi tempi ed i suoi metodi per accertare la veridicità di un fenomeno. Siamo certi che un giorno non ci saranno più dubbi. Speriamo altresì che il peso di questi dubbi non ci soffochi.
Paolo Licciardello







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