SI O NO ALLA RIDUZIONE FISCALE? IL GOVERNO LASCIA UNA PORTA APERTA.


Possibile riduzione dell’imposizione fiscale? Monti lancia la proposta per poi fare dietrofront.

Ma le idee sono già allo studio, con un preventivo di spesa calcolato intorno ai 4-5 miliardi.

Due le alternative possibili auspicate dal governo, entrambe destinate a “far respirare” i lavoratori dipendenti e i pensionati.

La prima avrebbe come obiettivo quello di aumentare la deduzione dall’imponibile, attualmente di 8.000 euro per i lavoratori dipendenti (7.500 euro per i pensionati sotto i 75 anni), in modo da ridurre il carico fiscale in misura decrescente fino a 55.000,00 euro lordi (dove la deduzione si annulla). Il costo della manovra sarebbe sostenibile, costando circa 3,9 miliardi. La stessa comporterebbe un incremento medio di 100 euro netti in busta paga con lo stipendio di dicembre.
Tale strategia dovrebbe avere un’applicazione selettiva toccando solo le categorie maggiormente colpite dalla crisi: in particolare i lavoratori dipendenti e i pensionati. Non si correrebbe il rischio, inevitabile ritoccando l’aliquota dello scaglione più basso (23% fino a 15 mila euro) di far beneficiare della manovra anche le categorie più agiate.

L’altra possibile alternativa riguarderebbe, invece, le tredicesime. L’operazione auspicata dovrebbe comportare una detassazione completa della tredicesima per i redditi fino a 28 mila euro lordi. Il costo di questa seconda opzione si aggirerebbe intorno 6,9 miliardi e consentirebbe aumenti da 215 euro, per chi ha un reddito di 15 mila euro, a 230 euro per chi ha rediiti fino a 28 mila euro.

Anche in questo secondo caso sarebbero tagliati fuori i redditi più alti.

Il costo di tale scelta sarebbe però notevolmente più alto (intorno ai 7.000 euro), ma sono allo studio già possibili correttivi: ad esempio si parla della possibilità di tassare la tredicesima con una imposta sostitutiva dell’Irpef (in questo caso senza tetti di reddito) del 10 %. In tal modo il costo si ridurrebbe a 4-5 miliardi.

Tali riforma, come è comprensibile, è richiesta e auspicata soprattutto dalle classi sociali meno abbienti e più colpite dall’attuale crisi. Nonostante, infatti, il periodo non sià dei più favorevoli, non si può neanche escludere che ci sia un nuovo ripensamento da parte del Governo.

La sensazione è quella di un possibile palliativo ad una crisi crescente che ha bisogno di certezze e non di proposte che vengono prima lanciate e poi smentite per cadere nell’oblio.

Angela Scalisi

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑