Non è il titolo di una favola di altri tempi, anche se avrebbe tutte le carte in regola per farne parte. Via Fosso d’acqua rappresenta una delle “trazzere” storiche di Ficarazzi, frazione di Acicastello. Impercettibile all’occhio poco attento di chi abita i dintorni, tanto da dimenticare che quel sentiero fosse ancora li. Solo percorrendolo si ha la sensazione di entrare in un mondo quasi parallelo. I muretti a secco alti un metro e mezzo indicano la via da seguire per addentrarsi in un mondo quasi incantato. Il paese delle meraviglie. No, non quello di Alice, ma uno scorcio di pura bellezza incontaminata tra le costruzioni di cemento che contraddistinguono la nostra epoca. I rumori e gli odori della natura, il cinguettio degli uccelli, il fruscio delle foglie mosse dal vento, sono ormai difficili da distinguere per noi, abitanti del XX secolo.
Il sentiero naturalistico rappresenta una testimonianza di immenso valore storico dalla quale è possibile ricavare uno spaccato di vita e società rurale dei secoli scorsi; all’interno dell’area è presente anche una delle tante grotte che si trova ai margini della “riserva naturale integrale complesso immacolatelle micio-Conti”; di notevole bellezza paesaggistica tra l’edificio vulcanico dell’Etna e il golfo di Catania.
Il nome “Sentiero delle fate” deriva da una storia tramandata oralmente da generazione in generazione.
Al fine di tramandare l’amore per il territorio e il rispetto dell’ambiente che ci circonda, nella giornata della posa della targa “Via Fosso d’acqua_Sentiero delle fate” ,l’associazione “L’isola che non c è” nell’ambito delle iniziative all’interno della convenzione stipulata con il comune per la valorizzazione del luogo, ha invitato le autorità cittadine di Acicastello e una rappresentanza dell’ Istituto Comprensivo Statale “Roberto Rimini” a partecipare a tale iniziativa. Padre Franco della diocesi di Ficarazzi, Salvo Danubio, presidente del consiglio di Acicastello e i bambini di età compresa tra i 6 e i 12 anni, accompagnati dai docenti Giovanna Padovani e Fabio Busà hanno apprezzato i racconti del Sign. Maugeri, testimone storico del luogo che durante la II guerra mondiale si rifugiò nella grotta con altre cento persone. Tra storia e leggenda la mattinata è stata allietata dalla spiegazione della flora e della fauna, attraverso una breve lezione interattiva, concludendo infine con i fantastici dolci e oggettini delle fate.
Giuliana Ventura.










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