ANTI-CORRUZIONE: E ANCHE IL SENATO DICE SI, MA IL CSM CI RIPENSA.


 

 

 

Anche il Senato ha, finalmente, approvato il ddl anticorruzione, compreso il maxiemendamento e l’articolo 2 sulla clausola di invarianza finanziaria in esso contenuti, con ben 256 voti favorevoli, 7 voti contrari e 4 astenuti. Ora il ddl, con le modifiche apportate, tornerà di nuvo alla Camera per la quarta lettura.

Prima del voto sul provvedimento complessivo, il Senato ha ribadito la fiducia al governo approvando lo stesso maxiemendamento al ddl con 228 sì, 33 no e due astenuti. 
Il premier Mario Monti, soddisfatto del risultato raggiunto, ha dichiarato che “Per l’Italia ci metto la faccia. Ma siamo in dirittura d’arrivo. Io non posso non ritenere che anche una legge seria contro la corruzione sia fondamentale per attrarre gli investimenti e per sbloccare anche per quella via la crescita del Paese”.

Soddisfatta, soprattutto, la Severino, la quale ha difeso il proprio operato “con i denti”. Su uno dei punti più dolenti della riforma, quello dei politici che hanno ricevuto una condanna in primo grado, ha ribadito l’impegno di un intervento dello stesso governo che sulla materia della incandidabilità. Anche sulla riforma del voto di scambio, ha lasciato aperto un certo margine di discussione, assicurando che “Il governo è pronto come sempre, se richiesto, a intervenire su questa materia. Se ci sarà una sollecitazione parlamentare lo potremmo fare utilizzando tutti gli strumenti necessari per l’approvazione di una legge in tempi rapidi”.

La Guardasigilli ha, anche, assicurato che l’esecutivo “non fa inciuci”, e contro-attaccando chi nei giorni scorsi aveva detto “noi non vogliamo il provvedimento perché siamo amici degli amici dei corrotti”, ha dichiarato che “Oggi sembra che il ddl sia carta straccia e che si siano persi mesi: non è vero che non abbiamo costruito nulla. Fare i grilli parlanti è uno sport molto diffuso, anche io appartenevo a questa categoria, bisogna passare qui dentro per capire la fatica che c’è dietro ad ogni provvedimento”.
“Uno degli scopi principali – ha concluso la Severino – era mantenere l’equilibrio delle pene: non ci deve essere un eccesso né in basso né in alto. Una pena giusta si costruisce tenendo conto dei valori da tutelare. Il governo sarà sempre pronto a intervenire quando si tratterà di completare il quadro intorno a questa legge”.

Per la Severino i problemi non sono pero finiti, perché il CSM è intenzionato a bocciare il ddl. L’organismo di autogoverno della magistratura, nella giornata di lunedì prossimo, dovrà votare su un parere, di ben otto pagine, proposto contro lo stesso ddl e dai contenuti non molto felici per l’esistenza dello stesso.

Non rimane, dunque, che aspettare trepidanti e vedere, se il tempo speso dalla Severino sul progetto anti- corruzione sia stato solo tempo sprecato.

Angela Scalisi

 

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