Incontro con Michele Mirabella a Catania: Presentazione de “L’Italiana ad Algeri”.


 

 

La più grande invenzione del mondo non è stata il fullatore, ne la radio o il telefono, bensì l’alfabeto. Proprio l’alfabeto che con le sue piccole componenti ha permesso (permette e permetterà ancora) di fissare un messaggio attraverso carta e inchiosto, penna e papiro e via dicendo. Oggi comunichiamo, scriviamo, e leggiamo Dante grazie a questa straordinaria invenzione che nel corso dei secoli ha perpetuato e tramandato la tradizione letteraria fino ad allora esclusivamente orale. Dante così come Beethoven, Verdi o Rossini. Lo stesso discorso per le lettere avviene, in un periodo successivo, anche per la musica; la musica viene scritta, viene anch’essa tramandata ed è grazie a ciò che oggi riusciamo a risentire e “rileggere” Rossini a teatro.

Partendo dalle radici della nostra storia Michele Mirabella apre l’incontro con i giovani avvenuto ieri, 19 ottobre, al Teatro Sangiorgi di Catania. Il regista e conduttore tv, impegnato in questi giorni nelle prove de “L’italiana ad Algeri” di Gioacchino Rossini che debutterà il 26 ottobre al Teatro Massimo Bellini per la Stagione Lirica 2012, ha affascinato il giovane pubblico con i suoi ironici e affascinanti discorsi sul teatro e la musica, parlando del mestiere di regista, presentando l’opera anche attraverso efficaci parole di sensibilizzazione lirica e teatrale, spiegando la sua idea di regia e di come ha pensato di mettere in scena l’opera di Rossini. L’incontro è stato impreziosito da alcuni esempi musicali, con l’ “aiuto” del baritono Giuseppe Esposito (Taddeo nell’opera) e, al pianoforte, del maestro Leonardo Catalanotto.

Titolo del grande repertorio quello de “L’Italiana ad Algeri” , che sarà in scena dal 26 ottobre al 3 novembre, in un nuovo allestimento con la regia di Michele Mirabella, la direzione d’orchestra di Giuseppe La Malfa e in scena l’istrionico Simone Alaimo nei panni di Mustafà, il mezzosoprano Manuela Custer (Isabella), il tenore Daniele Zanfardino (Lindoro), Clemente Antonio Daliotti (Taddeo).

Un teatro per la musica -quello che spiega Mirabella- che, a partire dal primo attacco in DO Maggiore dell’apertura sinfonica, racconta una favola, una favola che non era (perché mai esistita) ma che invece è (perché vive con e nel teatro, sul palcoscenico): “[…] deve raccontare il falso, ma il teatro è un luogo dove si cerca di fare sul serio”, come ha esposto il regista.

Un invito ad amare il nostro teatro, quello italiano, che dopotutto è quello che per secoli rappresenterà il modello irraggiungibile nel resto dell’Europa: questa può definirsi l’importante lezione di Michele Mirabella.

 

Eleonora Mirabile

Un pensiero riguardo “Incontro con Michele Mirabella a Catania: Presentazione de “L’Italiana ad Algeri”.

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  1. Da studente-testimone di questo importantissimo incontro con il noto personaggio televisivo Michele Mirabella, concordo pienamente che l’alfabeto è una delle più grandi invenzioni secolari. Pensiamo se non avessimo avuto un alfabeto…non ci sarebbe stata la comunicazione tra noi esseri umani e cosa molto più importante, l’informazione!

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