“Amore al mare, le conchiglie di Neruda”.


 

 

La poesia non era la sua unica passione. Oltre settemila esemplari di conchiglie sono la collezione che ci rimane del noto premio Nobel per la letteratura cileno, Pablo Neruda.

<<La cosa migliore che abbia collezionato nella mia vita sono le mie conchiglie: mi hanno dato il piacere della loro prodigiosa struttura, la purezza lunare di una porcellana misteriosa, alla quale si aggiunge la molteplicità delle loro forme tattili, gotiche, funzionali>>, scrisse il poeta. La collezione nasce per caso: <<mille piccole porte sottomarine si sono aperte alla mia conoscenza da quel giorno in cui don Carlos de la Torre, illustre malacologo cubano, mi regalò i migliori esemplari della sua collezione. Da allora, e seguendo il caso dei miei viaggi, ho percorso i sette mari in una ricerca costante>>.

Alle conchiglie raccolte dal poeta stesso sulle spiagge di cinque continenti, si aggiungono quelle trovate nei mercatini delle pulci e i negozi specializzati di Parigi, dove Neruda visse per molti anni, o che gli furono regalate da amici, come il poeta spagnolo Rafael Alberti, o l’allora leader cinese Mao Zedong.

Oggi i diversi oggetti, vengono esposti a Valparaiso. Gli esperti dell’Università del Cile hanno scelto per la mostra 207 esemplari della mega-collezione regalata all’ateneo da Neruda nel 1953. Dopo avergli donato  la sua biblioteca e la sua ingente collezione, Neruda si è lamentato del fatto che, nonostante avesse fatto il suo dovere, integrando il patrimonio comunale, <<nessuno le ha più viste, come se queste fossero tornate alle librerie o all’oceano dove le ho trovate: non mi sarò sbagliato di Università, o perfino di paese?>>.

Giuliana Ventura.

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