Nonostante le promesse elettorali sulla ineleggibilità di candidati con sentenza pendenti, 7 sono stati gli eletti tra 27 candidati alle elezioni regionali che siederanno sugli scranni dell’Assemblea Regionale Siciliana.
A varchare la soglia di Palazzo dei Normanni saranno: Girolamo Fazio, ex sindaco di Trapani, eletto deputato del Pdl con oltre seimila voti e nel curriculum una condanna in secondo grado a quattro mesi per violenza privata; sempre dal partito del predellino torna all’Ars con 12mila voti Francesco Cascio, ex presidente dell’Assemblea, indagato per omissione di atti d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta sull’inquinamento acustico, indagine in cui è coinvolto anche Giovanni Di Mauro, eletto con oltre 7mila voti sotto le bandiere del Movimento per l’Autonomia dell’ex Governatore Lombardo. Sempre nel Pdl è riuscito a farsi riconfermare con 5mila voti Salvino Caputo, che da sindaco di Monreale avrebbe annullato alcune multe, meritandosi una condanna in appello a due anni per tentato abuso d’ufficio e falso ideologico. Dal Movimento per l’Autonomia, ribattezzato il “partito più impresentabile”oltre a Di Mauro, entreranno all’Assemblea regionale siciliana anche Pino Federico, già accusato di voto di scambio, e Giuseppe Picciolo, che avrebbe spedito lettere anonime con false accuse sulla gestione dei rifiuti, meritandosi un processo per simulazione di reato, che però non ha fermato i suoi 8mila elettori. Completa la squadra degli impresentabili Pippo Sorbello, più di 7 mila voti a Siracusa, che da sindaco di Melilli era stato condannato a quattro mesi per abuso d’ufficio.
Maria Chiara Coco













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