Dopo anni di battaglie, arriva una pesante sconfitta per le imprese europee, e soprattutto per quelle italiane.
La Commissione Europea ha, infatti, deciso di sospendere l’iter delle norme sull’etichettatura di origine sui prodotti importati da paesi terzi.
Senza l’obbligo di etichettatura la provenienza non andrà dichiarata e per il consumatore diverrà pressoché impossibile fare una scelta consapevole sui propri acquisti.
Tale scelta, inoltre, colpisce anche le imprese, negando loro il diritto a poter applicare condizioni di reciprocità e trasparenza nel mercato internazionale.
Viene, quindi, ribaltata la decisone del Parlamento Europeo, del dicembre 2010, quando lo stesso aveva dato, per l’appunto, con larghissima maggioranza parere favorevole all’introduzione del Regolamento Europeo per l’etichettatura di origine per le merci importate dall’Unione Europea. Il portavoce del commissario al commercio Karel De Gucht, ha giustificato tale decisione facendo leva sulle eccessive divisioni tra gli Stati, che renderebbero impossibile trovare un accordo e sulle infinite complicazioni legali.
Di fronte a scelte cosi “avventate” la necessità sarebbe ed è, anche alla luce della grave crisi economica in cui versiamo, quella di trovare principi comuni per difendere e valorizzare i nostri prodotti e per garantire ai consumatori la certezza di conoscere la provenienza delle merce acquistata.
Se le cose non cambieranno, giorni neri attendono le imprese europe.
Un lutto preannunciato.
Angela Scalisi







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