Paesi Bassi: nei coffee shop reintrodotta la vendita di marijuana per gli stranieri


 

 

 

 

 Amsterdam torna a essere un’isola nell’Europa del proibizionismo. E’ così che viene salutata la decisione da parte del nuovo governo di liberali e laburisti, vincitori delle elezioni politiche anticipate dello scorso settembre, di lasciare alle autorità locali la decisione sull’applicazione del bando alla vendita di droghe leggere ai non residenti nei circa 700 coffe shop dei Paesi Bassi.

La delibera giunge dopo che nei mesi scorsi i dibattiti e le proteste si erano susseguiti incessantemente in seguito alle nuove leggi restrittive sulla droga varate in Olanda. Secondo tali disposizioni, infatti, la vendita e il consumo di cannabis sarebbe stato riservato solo ai residenti, escludendo i turisti. Su sette milioni di stranieri che ogni anno visitano la città, però, circa un milione e mezzo si reca in un coffee shop per acquistare cannabis. Le misure restrittive rischiavano,quindi, di compromettere le entrate legate al turismo. Ma a motivare la decisione di lasciare alle amministrazioni locali la facoltà di scegliere se rendere operativo il bando imposto allo smercio di cannabis agli stranieri sono state le esigenze di ordine pubblico: il timore, infatti, è che un’applicazione coatta del decreto aumenti la criminalità a causa dello spaccio incontrollato.

Grazie a questo compromesso, che lascia in vigore i nuovi divieti ma concede alle autorità locali di avere l’ultima parola sulla loro messa in atto, ad Amsterdam e nei Paesi Bassi sarà ancora possibile entrare in un bar, scegliere la propria “erba” da un apposito menu, prepararsi una sigaretta e fumarla senza timori.

 

Aurora Circià

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