Mentre gli Stati Uniti correvano alle urne per decidere quale sarebbe stato il 44esimo presidente americano (decretando la netta vittoria di Obama), i vicini portoricani votavano due referendum per decidere sullo status della loro isola. Il primo di questi chiedeva alla popolazione se continuare a mantenere il ruolo attuale, vale a dire quello che tecnicamente è conosciuto come “stato associato degli Stati Uniti”: il 54% dei votanti ha fatto prevalere il no. Il secondo quesito, invece, chiedeva quale status adottare per il territorio: il 61,82% dei portoricani ha votato per l’adesione agli Stati Uniti come 51esimo Stato. Le altre due opzioni possibili erano: l’indipendenza (scelta dal 5,29%) e il mantenimento dello stato associato (preferito dal 33,89% dei votanti).
Porto Rico è stato associato degli Stati Uniti dal 1952. I referendum di martedì non sono, però, vincolanti. Adesso spetta al Congresso americano decidere se accettare o meno l’adesione di Porto Rico. L’attuale status dell’isola, che si trova nel nord-est del mar dei Caraibi, non le permette di essere una nazione a sé stante, né tantomeno uno stato americano. Già in passato i portoricani erano andati alle urne in tre diverse occasioni per pronunciarsi sulla questione: nel 1967, nel 1993 e nel 1998. In tutti i casi avevano optato per il mantenimento della situazione attuale. Nel 2011, però, la Camera degli Stati Uniti ha approvato una legge che permette a Porto Rico di decidere sulla propria identità,. Ed è in seguito a tale delibera che è stato indetto il referendum dello scorso martedì.
Porto Rico è sotto la giurisdizione degli Stati Uniti dal 1898. Attualmente i cittadini portoricani non possono votare per il presidente degli Stati Uniti, ma pagano la previdenza sociale e il Medicare, il programma di assicurazione medica amministrato dal governo federale. Inoltre, pagano le tasse portoricane ma non quelle federali.
L’iter legislativo che potrebbe portare all’annessione è iniziato. Ma la strada è lunga e gli eventuali riscontri del referendum non arriveranno prima del 2015.
Aurora Circià







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