Approvati dalla commissione Bilancio della Camera la legge di stabilità e la legge di bilancio. Nonostante il parere contrario del governo, sono stati quindi approvati gli emendamenti che prevedono uno stanziamento di 250 milioni per le aree colpite dalle alluvioni di questi giorni e la deroga al blocco del turn over per il comparto sicurezza. Via libera, anche, all’aumento delle detrazioni per i figli a carico, portati a 1.220 euro.
L’emendamento sull’alluvione recupera i 250 milioni dal Fondo di 1,2 miliardi, che la legge di stabilità prevedeva di usare per defiscalizzare i contratti di produttività.
Il sottosegretario al Tesoro, Gianfranco Polillo, ha spiegato che la contrarietà del governo era sul “merito” di questa decurtazione e non sulla mancata copertura finanziaria di questo emendamento.
Anche sulla sicurezza l’esecutivo ha espresso parere negativo. Nella nuova formulazione si prevede la possibilità per il comparto sicurezza di assunzioni “in deroga al blocco del turn over” previsto per la Pubblica amministrazione, per una spesa complessiva di 100 milioni.
La commissione ha, anche, approvato l’emendamento riguardante la parte fiscale della legge.
Restano invariate le aliquote Irpef, mentre, aumentano nel 2013 le detrazioni dei figli a carico (le detrazioni attuali ammontano a 800 euro per i figli sopra i 3 anni e a 900 per quelli sotto questa soglia).
Da luglio 2013 anche l’Iva salirà al 22%. Per il 2014 è poi previsto anche un taglio al cuneo fiscale per circa 1,4 miliardi di euro.
Passata la proposta di Aldo Di Biagio (Fli), che proroga per il 2013 le detrazioni Irpef per i carichi familiari ai cittadini italiani che lavorano all’estero ma che sono soggetti alle imposte italiane.
Altra questione aperta è quella delle pensioni di guerra reversibili. La legge di stabilità abroga la rivalutazione delle pensioni di guerra che finiscono alle vedove o ai figli delle vittime, se il reddito supera i 15.000 euro.
Il premier Mario Monti, proprio su questo punto, ha chiesto alla commissione Bilancio della Camera di non votare gli emendamenti relativi, assumendosi l’impegno di risolvere il problema durante il passaggio in Senato della legge di stabilità. L’impegno è stato preso in una telefonata al relatore Renato Brunetta, ascoltata in viva voce dai deputati della commissione e da alcuni giornalisti. Nella telefonata si è inserito anche il ministro del Tesoro Vittorio Grilli, che ha ribadito l’impegno. Diversi parlamentari che avevano presentato emendamenti li hanno dunque ritirati accogliendo l’invito di Monti. Non così la Lega che ha preteso il voto sul proprio emendamento, che è stato respinto.
La “patata bollente” è ora passata alla Camera, dove la discussione generale sul ddl stabilità è iniziata nella giornata di giovedì. Il dibattito riprenderà poi martedì, quando il governo dovrebbe porre tre volte la fiducia. Per Mercoledì è poi prevista la triplice votazione di fiducia, mentre il via libera finale dovrebbe arrivare giovedì, con passaggio infine del provvedimento al Senato.
Non rimane, dunque, che attendere la decisione finale.
Angela Scalisi.







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