La legge di stabilità ha ottenuto la tripla fiducia dalla Camera. In aula, a Montecitorio, i sì sono stati in occasione del primo voto 426, mentre nel secondo sono saliti a 433. Nel terzo, infine, sono stati 395.
Sul testo, che deve ancora passare al vaglio del Senato, restano le forti critiche degli enti locali, che denunciando i tagli decisi dal governo, chiedono una revisione del patto di stabilita’ e che le tasse locali rimangano sul territorio.
I sindaci, sono pronti a dare battaglia, annunciando le loro intenzioni di dare le dimissioni in massa se il provvedimento non cambierà.
Intenzioni resi manifeste da una delegazione dell’Associazione dei Comuni, in un faccia a faccia svoltosi alla Prefettura di Milano, con il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Giarda,.
“Il ministro ha compreso la gravità della situazione – ha dichiarato il presidente Anci, Graziano Delrio – ma non era autorizzato a dare risposte”.
“A questo punto – ha continuato il sindaco di Reggio Emilia – attendiamo che il messaggio sia trasferito a Monti; poi o arriveranno le risposte o si troveranno con un pezzo della repubblica che non riesce a svolgere le sue funzioni e andranno a governare le comunità locali con i prefetti”.
Lo scontro sembra inevitabile. Questa volta, sembra chiara l’intenzione, di non attendere nemmeno il passaggio in Senato della legge.
Angela Scalisi







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