Pietre che si muovono da sole. Avviene nella Racetrack della Death Valley


In un angolo non troppo remoto della Death Valley, il territorio più caldo ed arso degli Stati Uniti d’America, esiste una vera e propria pista disegnata dalle pietre in movimento: la Racetrack. I solchi lasciati sul terreno arido sono esclusivamente determinati dei movimenti delle pietre o dei massi che posseggono un moto proprio malauguratamente mai osservato da occhio umano. Questo fenomeno geologico privo di intervento da parte dell’uomo non ha ancora una spiegazione certa anche se è stato studiato sin dalla prima registrazione del fenomeno che risale al 1948 nella Racetrack Playa in California. Da anni ormai circa 300 rocce sono state catalogate con dei nomi e seguite, nei loro spostamenti, da un sistema GPS. Dalle registrazioni si è potuto appurare che se le pietre toccano il terreno con una faccia ruvida compiono dei percorsi rettilinei, diversamente, quelle che vanno a contatto col terreno attraverso una faccia più liscia possono tracciare traiettorie cangianti. I massi prendono direzioni molteplici e, inoltre, sono costituiti da diverso materiale: alcuni pendii ne forniscono in dolomite, altri, relativi a profili montuosi vicini, sono rocce ignee contenenti, tra l’altro, sienite rossiccia (con una forte presenza di fedspati). Le pietre hanno un peso che va dai qualche decina di chili fino a più di 300. La zona, come precedentemente accennato, è la più rovente degli Statu Uniti e tra le più calde del mondo, perché ben tre catene montuose sbarrano la strada all’umidità proveniente dall’Oceano Pacifico che perde efficacia ad ogni sbarramento per poi causare solamente pochi cm di precipitazioni annue. Tutta la valle è stata modellata in milioni di anni dagli agenti atmosferici e dai fenomeni geologici; in ere passate, infatti, uno splendido lago d’origine glaciale dominava la visuale e gli stessi monti che lo circondavano sono tutt’oggi ciò che resta di intense eruzioni vulcaniche. In alcuni mini canyon, le rocce marmoree, levigate da intense alluvioni e dai detriti composti da minuscole particelle di materiale argilloso pietrificato, offrono una piacevole sensazione al tatto. La storia geologica di questi luoghi è davvero lunga ed avvincente, immense distese si alternano a sconfinate pianure ruvide di sale non di origine marina. La valle possiede anche un secondo record: è il punto più basso degli Usa con i suoi 86 m al di sotto del livello del mare e, pur subendo un continuo sprofondamento causato dai movimenti tettonici, continua a riempirsi del materiale in caduta, nel corso dei millenni, dalle montagne circostanti. Studiosi e scienziati hanno proposto differenti soluzioni all’enigma delle pietre striscianti, alcuni hanno pensato alla creazione di un sottile film di ghiaccio generato da insoliti cambiamenti atmosferici, altri hanno dato la colpa alla forza del vento, ma nell’ultimo periodo è stata portata avanti una teoria secondo la quale le brevi piogge determinano il momentaneo scioglimenti del materiale argilloso che ricopre la Racetrack Playa, il quale permette ad un vento di intensità moderata di spingere le sliding rocks per lunghi tratti. Anche se nessun testimone le ha mai viste muoversi, è plausibile ipotizzarne una velocità di circa 5-6 km/h nel caso in cui il masso sia soggetto alle forze suddette. La sconvolgente bellezza del nostro pianeta stupisce ancora una volta; Shakespeare avrebbe detto, anche se con accezione differente, che davvero “il mondo è fuor di squadra”.

 

Paolo Licciardello

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