Martedì 4 Dicembre la voce dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi, ha presentato il suo primo romanzo “Lo spacciatore di carne” presso Cavallotto (Corso Sicilia, 91), a Catania, accompagnato dalla lettura di Elio Gimbo di alcuni brani del testo e dall’intervista di Gianluca Reale.
Dopotutto cos’è la canzone se non un “romanzo incompiuto”? Che siano testi da mettere in musica o prosa destinata ad un libro, si tratta pur sempre di lavoro di scrittura. Un cantautore può dirsi già uno scrittore, scrittore in qualche modo di storie.
E così, spiega Sangiorgi, si tratta di un’esigenza di dire qualcosa, di raccontare qualcosa. Storie appunto da condividere, parole che saltano fuori portando alla realizzazione di un progetto non premeditato e anche inaspettato: “Sono 169 pagine di mia libertà, con un tempo che non ha avuto nessun limite perchè non doveva neanche uscire questo romanzo. Una cosa che volevo scrivere solo per me, e poi è successo […]”.
Il suo esordio letterario possiede un gran ritmo interno e si fa leggere tutto d’un fiato: “ L’ho scritto iniziando con la prima pagina e poi da li è stata tutta un’esplosione. Un esplosione ricca per me perché ho provato delle emozioni che con le canzoni, in quel momento preciso della mia vita, non stavo provando”.
Il libro racconta la storia di Edoardo, un giovane salentino che studia fuori sede a Bologna. In un continuo gioco di specchi tra passato e presente, Edo rievoca il trauma e l’orrore vissuto nell’aver visto per la prima volta, quando aveva 5 anni, uccidere un animale dal padre macellaio e il rapporto d’amore con Stella una ragazza incontrata sul treno mentre andava all’università: “Volevo raccontare una storia di segni indelebili da un lato, volevo raccontare i gesti irridenti di un padre sulla vita futura di un figlio. Esasperando quel concetto volevo raccontare di quanto siamo responsabili nei nostri gesti nei confronti di un futuro e di quanto siano stati responsabili quelli prima di noi, e di quanto invece dall’altro lato non lo siamo affatto. Edo è veramente diverso da me in tante cose e la diversità come sempre è fonte di ispirazione, per cui il fatto di aver indossato i panni di un protagonista che non sono io mi ha permesso di dire tutto e il contrario di tutto, mi ha permesso di raccontare una storia di conflittualità con un padre che io non ho mai avuto, però è chiaro che rimane l’aspetto più onirico anche per me; avere le parole come territorio libero è stupendo, mi ha permesso anche di essere quello che non sono. Prima mi chiedevano un consiglio… Quello che auguro a tutti è di considerare le parole come una materia informe da plasmare, ognuno può diventare qualsiasi cosa con esse e questa è una libertà che nessuno mai ci potrà togliere”.
Sangue, destino, amore e follia sono gli archetipi su cui Sangiorgi costruisce questo romanzo che sembra ispirarsi al mito, che gioca con la lingua e la scrittura e ci regala il ritratto inedito di una generazione in lotta con il futuro. Non c’è legame più forte del sangue. È l’inizio di un rapporto simbiotico, un triangolo travolgente e pericolosissimo che ha come terzo vertice la droga. Per procurarsela (per lui, ma soprattutto per Stella) Edoardo rivende i tagli pregiatissimi di carne che suo padre gli spedisce orgoglioso ogni settimana: la carne in cambio della droga, la droga in cambio di Stella.E il sangue, la carne quindi, nella vita di Edoardo sono molto più che una metafora: “Ad un certo punto c’è una sorta di baratto. In realtà il simbolo della carne, in questo tipo di baratto ,vuole essere anche molto simbolica e spronare ad un pensiero il lettore, un pensiero che riguarda comunque questo momento di grande crisi a cui ci stiamo abituando secondo me: è vero che c’è una crisi ma è vero che c’è ancora l’uomo e proporre il baratto è assurdo però è un modo per dimostrare che l’uomo è al centro di ogni cosa, anche della crisi stessa. E’ lui (siamo noi) a dover dominare questa cosa che si chiama crisi”.
Diviso in 35 capitoli brevi e fulminanti come canzoni, il libro viene definito dalla critica appassionato e viscerale come il rock migliore.
Eleonora Mirabile









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