Si sa che l’Italia è un paese di calciofili, ma fa notizia l’entusiasmo dei 70 mila spettatori dello stadio Olimpico di Roma e dei 30 mila dello stadio Artemio Franchi di Firenze, che hanno assistito alle partite della nazionale di uno sport considerato “minore” come il rugby. Ma chissà se tutti gli spettatori presenti allo stadio e quelli che hanno seguito le partite in tv, conoscono la storia e le regole di questo nobile sport. La leggenda narra che nel 1823 nel prato di un aristocratico college nel cuore dell’Inghilterra, in una graziosa cittadina chiamata proprio Rugby,un giovane studente irlandese, William Webb Ellis, durante una partita di “big side” (così era chiamato il calcio), rompendo le rigidissime regole di questo sport, afferrò la palla con le mani ed iniziò a correre verso la linea di fondo e schiacciando il pallone sul terreno esclamò “meta”.
Una targa commemorativa posta all’interno del college recita:
“This stone commemorates the exploit of William Webb Ellis who with a fine disregard for the rules of football as played in his time first took the ball in his arms and ran with it thus originating the distinctive feature of the rugby game. a.d. 1823.”
Le regole di questo sport dalla palla ovale sono molto complesse.
Ogni squadra può schierare fino a 15 giocatori più 7 riserve, non ci sono numeri fissi e va rispettata la numerazione 1-22, in particolare 1-8 per il pacchetto di mischia, 9-10 per i mediani, 11-14 per i tre quarti, 15 l’estremo.
Nel gioco del rugby la palla può essere passata ad un altro giocatore della propria squadra solo con un passaggio indietro rispetto al giocatore che lo effettua, può essere invece passata in avanti solo con un calcio e può essere recuperata solo da due giocatori che erano dietro la linea della palla al momento del calcio.
I giocatori che si trovavano davanti la palla, nel momento del calcio, devono essere sorpassati dai propri compagni per essere di nuovo in gioco e potervi partecipare, perchè le due squadre devono essere sempre divise dalla palla. I giocatori che sono oltre questa linea immaginaria, lunga tutta la larghezza del campo, sono in fuori gioco.
I giocatori per fermare gli avversari devono ricorrere al placcaggio, che può essere effettuato dalle spalle in giù. Il placcaggio al collo viene punito con una punizione contro chi lo effettua.
La palla deve essere visibile e giocabile e se questo non avviene l’arbitro ferma il gioco e decreta una mischia. La mischia chiusa è giocata da fermi dagli otto giocatori che hanno i numeri dall’ 1 all’ 8 che vengono chiamati “gli avanti” e vengono così suddivisi: i numeri 1-2-3 sono la prima linea, il 4 e il 5 sono le seconde linee, il 6-7-8 sono le terze linee, questi otto giocatori si confrontano con gli otto dell’altra squadra.
La squadra in possesso della palla la introduce fra i piedi delle prime linee, in questo momento le due mischie possono spingere per conquistare la palla che deve uscire in mezzo ai piedi dell’ ultimo giocatore della mischia della squadra che spinge di più e che quindi vince la mischia.
La palla è introdotta dal numero 9, chiamato “mediano di mischia”che poi la recupera e la passa al numero 10, “mediano di apertura”, il quale fa giocare gli altri 5 giocatori della squadra che sono chiamati “tre quarti”.I numeri 12-13 sono i “tre quarti centro”, i numeri 11 14 sono “i tre quarti ala”, il numero 15 è “l’ estremo”.
Quando la palla esce dal campo lateralmente viene battuta una “touche” (rimessa in gioco). Le due squadre si dispongono in fila indiana davanti alla linea laterale formando due file a circa un metro di distanza l’una dall’altra, il giocatore della squadra che fruisce della rimessa lancerà la palla in mezzo ai due schieramenti che se la contenderanno saltando, chi la vince ne ha il possesso e può quindi giocarla. La touche viene battuta sempre nel punto dove esce la palla, tranne nel caso in cui un giocatore fuori dalla sua zona di difesa calcia la palla direttamente fuori senza che questa rimbalzi almeno una volta in campo. Se non rimbalza in campo la touche viene battuta nel punto in cui si trova il giocatore al momento del calcio. Quando invece il giocatore si trova nella sua zona di difesa può calciare la palla direttamente fuori, senza prima farla rimbalzare in campo, e la touche viene battuta nel punto in cui è uscita. La mischia aperta nasce spontaneamente nel momento in cui non è possibile passare la palla, per un placcaggio o altro è il giocatore che ne è in possesso si lascia cadere a terra e deve lasciare la palla indietro in modo che i suoi compagni possono recuperarla e giocarla, contendendola agli avversari, perchè la palla a terra non è di nessuno.
E’ in questo modo che nasce la mischia aperta. Ogni meta vale cinque punti. Dopo ogni meta c’ è il calcio addizionale che se viene realizzato vale due punti, quindi ogni meta realizzata vale 7 punti.
Ogni volta che un giocatore commette un fallo volontario (fuorigioco o scorrettezze di ogni tipo) viene punito con un calcio di punizione che viene calciato nel punto in cui è stato commesso il fallo, e se realizzato vale 3 punti. Il drop o calcio di rimbalzo può essere effettuato da qualsiasi giocatore in qualsiasi punto del campo, facendo rimbalzare la palla prima di colpirla, se viene realizzato vale tre punti. Tutti i calci sono validi solo se la palla passa sopra la traversa e in mezzo ai pali. Il mark o presa al volo, viene gridato da un giocatore all’interno della sua zona di difesa, il quale gli permette di fermare il gioco e di usufruire di un calcio libero da fermo per allontanare la squadra avversaria dalla zona di difesa. La durata di una partita è di 80 minuti, divisi in due tempi uguali da 40′, il termine di entrambi i tempi viene decretato dall’uscita del pallone, da una meta o da una mischia.
Maria Chiara Coco







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