Le (poco) candidate


Due settimane fa nel Lazio era scoppiato lo scandalo della lista dei Radicali, da prima esclusa per la presenza di troppe donne in lista rispetto agli uomini e poi riammessa dopo il dietrofront di una candidata. Scandalo che invece in Sicilia non è accaduto, infatti basta sfogliare le liste degli aspiranti deputati (circoscrizione Sicilia Orientale) per scoprire per esempio, che sia il Partito Repubblicano Italiano che il Movimento Italiano Disabili hanno deciso di puntare sulle donne, schiarendo 7 donne e 5 uomini (Pri) e 5 donne e 4 uomini (Mid), senza che nessun ufficio elettorale invocasse le ‘quote azzurre’. Ma questi sono solo due casi limite, perchè la rappresentanza femminile nelle prossime elezioni politiche è solo del 30%. Per la Camera concorrono in 519 di questi 364 sono uomini e 155 donne, per il Senato le cose non variano molto, su un totale di 472 aspiranti senatori 334 sono uomini e 128 donne.

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        Partito_Repubblicano_Italiano

Il problema di garantire la presenza delle cosiddette ‘quote rosa’ all’interno delle liste riguarda tutti i partiti, dai più piccoli ai più grandi. C’è chi c’è riuscito come il Partito Democratico, che schiererà 13 donne e 14 uomini alla Camera e 11 donne e 14 uomini al Senato e anche Sinistra Ecologia e Libertà che ha tra le fila dei suoi candidati, 12 donne e 15 uomini per la Camera e 10 donne e 15 uomini per il Senato.

Il Popolo della Libertà ha invece rinunciato per questa tornata elettorale a candidare veline e soubrette come nel recente passato, diminuendo drasticamente la presenza femminile nelle sue liste: per il Senato concorreranno solo 2 donne su 25 candidati e per la Camera 5 su 22. Non è da meno il Movimento 5 Stelle, che se alle scorse regionali aveva puntato su volti giovani e soprattutto femminili, alle elezioni del prossimo 24 e 25 febbraio schiererà solo 4 donne per il Senato e solo 6 donne per la Camera.

Chi non è proprio riuscito a garantire un equa rappresentanza femminile all’interno delle sue liste è il partito Grande Sud di Giovanni Miccichè detto Gianfranco, che ha inserito solo una donna nella lista per Palazzo Madama su una schiera di 24 candidati. 

 

Maria Chiara Coco

 

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