FRANCIA: IL SÌ DEFINITIVO ALLA LEGGE SUL “MARIAGE POUR TOUS”.


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Intorno alle 17 di lunedì scorso, i deputati francesi hanno approvato in via definitiva, con 331 sì e 225 no, la legge sul “mariage pour tous “, il «matrimonio per tutti» e  sull’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso.

La Francia è il 14° Paese al mondo dove il Parlamento si è pronunciato per l’eguaglianza tra coppie etero e omosessuali.

 Nei sette mesi cha hanno preceduto l’approvazione i toni del dibattito politico sono “ovviamente” stati molto infuocati.

“È un momento storico”, ha commentato il ministro della Giustizia, Christiane Taubira, che prima della votazione aveva già annunciato che i primi matrimoni potrebbero essere celebrati già da giugno.

In definitiva, all’interno del pacchetto di misure varato dall’Eliseo è stato inserito il nuovo articolo 143 del codice civile il quale dispone testualmente che: “Il matrimonio è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso”.

Fischi e applausi hanno ovviamente accolto l’annuncio.

Non a caso l’Ump, il principale partito dell’opposizione di centrodestra, ha già annunciato che presenterà ricorso davanti alla Corte costituzionale; ricorso che dovrebbe essere basato, secondo le indiscrezioni su “alcuni punti procedurali della nuova legge”, come la paternità, l’adozione, la discriminazione sull’accesso alle origini, i contorni dei principi di legge sulla bioetica e il diritto al lavoro richiamato dall’articolo 16 della nuova legge sul “mariage pour tous “, che impedirebbe ogni sanzione o licenziamento contro un impiegato che, in ragione del suo orientamento sessuale, rifiuti il trasferimento in un Paese che discrimina gli omosessuali.
Durante i lavori del Parlamento, poiché la situazione appariva molto incandescente, migliaia di agenti sono stati mobilitati per presidiare la zona dell’Assemblea nazionale e prevenire proteste e scontri. 
Ed  in effetti, dopo l’annuncio del varo, centinaia di persone dei movimenti cattolici si sono riversate nelle principali piazze di Parigi per contestare la legge, con contestuale organizzazione, in tutto il Paese, anche di diversi cortei contro l’omofobia.

La situazione è precipitata in tarda serata quando la tensione, già palpabile nell’aria, si è trasformata in limitati disordini fra poche decine di manifestanti contrari alla legge, col volto coperto e armate con bastoni e mazze di ferro, e la polizia.

Gli scontri sono andati avanti per un paio d’ore.  La tensione – secondo i giornalisti presenti sul posto – e’ sfociata nel “semplice” lancio da parte di alcuni dimostranti di oggetti e petardi contro gli agenti, i quali a loro volta hanno sparato gas lacrimogeni sulla folla.

Le proteste contro la contestata legalizzazione dei matrimoni e delle adozioni non sembrano, dunque, pronte a fermarsi in una Francia democratica che cerca “forse” solo di dare spazio e libertà ad un’ampia fetta dei propri connazionali.

Angela Scalisi

 

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