Chi avrebbe mai potuto pensare che la prima boutique aperta nel 1913 da una giovane modista a Deauville avrebbe potuto rivoluzionare il mondo della moda e dello stile? Erano i tempi in cui per i parigini più ricchi e in vista della prima metà del secolo scorso andare in vacanza significava spostarsi nella cittadina sulla costa normanna, fermarsi negli hotel Normandy e Royal, passare le serate al casinò e fare shopping da Gabrielle Chanelle. Qui vendeva i suoi cappelli (aveva cominciato a farli come svago, solo in seguito aveva intuito che potessero avere un mercato) e la sua prima linea di sportswear, composta di capi comodi e chic per la vita all’aria aperta. Anche se l’inizio della sua carriera non era tutta rose e fiori: Coco aveva una visione dello stile troppo distante da quella dei suoi contemporanei per potere essere apprezzata immediatamente; in un periodo in cui dettavano legge pizzi e falpalà e in cui l’orientalismo barocco di Paul Poiret era la tendenza dominante, la sua linearità e semplicità appariva estrema, quasi penitenziale. Alle sete e ai broccati aveva sostituito il jersey, materiale umile ed economico usato per la biancheria maschile (questo fece non poco scandalo!), il bianco che predominava nei guardaroba delle gran dame in vacanza con lei acquistava un appeal minimale e per nulla sfarzoso. Del resto anche i suoi cappelli erano l’esatto opposto delle sculture torreggianti tanto di moda: paglia, qualche piuma, toni neutri e magari un nastro di gros-grain. Nient’altro.
Superata la diffidenza iniziale però presto le donne dell’alta società, affascinate da tanta semplicità, cominciarono a servirsi sempre più frequentemente da lei. Le parole d’ordine erano quindi semplicità ma soprattutto libertà: chi indossava Chanel camminava anche in modo diverso, più svelta e volitiva delle altre, perché i movimenti erano finalmente liberi; Gabrielle modellava quei pezzi sul guardaroba maschile, rendendoli infinitamente eleganti e moderni.
È così che è cominciato il suo mito: in quella cittadina di mare Coco ha dato forma alla sua “donna”, ed è questo che Karl Lagerferld ha voluto raccontare non solo attraverso la collezione cruise per il prossimo anno, ma anche con il cortometraggio “Once Upon a Time” che ripercorre gli inizi del mito Chanel (a cui da volto e voce la splendida Keira Knightley) e presentato in concomitanza con la sfilata nei giorni scorsi a Singapore. La scelta della location è, infatti, in perfetta linea con il tema della collezione, la vacanza e il viaggio: è l’ideale di Singapore a contare in questo caso, il sogno di un paradiso esotico dall’altra parte del mondo.
Eleonora Mirabile
http://www.vogue.co.uk/news/2013/05/09/keira-knightley-coco-chanel-film-debuts-in-singapore








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