Nel mondo 15 milioni di persone godono dello status di rifugiato. E’ quanto è emerso dal rapporto diffuso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.
Lo studio che prende in esame le migrazioni forzate avvenute durante lo scorso anno, ha evidenziato che il numero dei rifugiati ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 18 anni.
Le guerre restano la principale causa alla base della fuga. Il 55% di tutti i rifugiati presi in esame dal rapporto proviene infatti da appena 5 paesi colpiti da conflitti: Afghanistan, Somalia, Iraq, Siria e Sudan. L’Afghanistan si è confermato in testa alla classifica dei paesi d’origine del maggior numero di rifugiati, un triste primato che detiene da ben 32 anni: in media nel mondo un rifugiato su 4 è afghano e il 95% di loro si trova in Pakistan o in Iran.
In Italia i rifugiati alla fine del 2012 erano 64.779, questa cifra colloca l’Italia al 6° posto tra i Paesi europei, dopo Germania (589,737), Francia (217,865), Regno Unito (149,765), Svezia (92,872), e Olanda (74,598).
Ma il sistema di accoglienza del nostro paese è al collasso; spesso i richiedenti asilo sono costretti a passare dai Cara (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo), dove la permanenza in teoria non dovrebbe superare i 35 giorni, ma difficile e tortuoso è l’iter burocratico per ottenere, da parte delle commissioni preposte, una risposta positiva alla richiesta di asilo politico, situazione che costringe il richiedenti asilo a permanere in queste strutture spesso fatiscenti e sovraffollati anche per più di un anno.
Maria Chiara Coco







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