Sedersi dinnanzi al grande schermo genera una circospetta emozione, sempre nuova, mai uguale ad una precedente. Sei impaziente, curioso. Non vedi l’ora che si faccia silenzio in sala per “gustare” il piacere del cinema, soprattutto quando si parla di Sud, del tuo Sud.
Il cinema fa le bizze, ma è normale quando sei a Sud. Ma per noi non è un problema, lo si risolve e nell’attesa il più delle volte si socializza e si parla di aspettative sulla pellicola che a breve si animerà agli occhi dello spettatore che vuole ingordo fagocitare immagini, suoni ed emozioni. Di fianco a te un uomo di mezza età non smette di lamentarsi, si spazientisce, alza il tono della voce inconsapevole di dare molto fastidio a chi è piacevolmente in attesa del buio.
Finalmente si spengono le luci. Finalmente il silenzio.
Un intreccio teoretico di empatica traslazione in prima persona e di giudizi critici narrativi viene ordito magistralmente durante la visione del lungometraggio “Il Sud è niente”.
Nella periferia di Reggio Calabria vive una famiglia sopraffatta dal dolore per la prematura scomparsa del figlio maggiore, Pietro. I loquaci silenzi, l’apotropaica presenza della nonna, i “non-lieu”, naturali ed artificiali, dove i pensieri dei protagonisti si scontrano fragorosamente con l’asprezza dei quesiti esistenziali, sono le molteplici chiavi di lettura per l’interpretazione di questo film emozionale.
Grazia, adolescente mascolina, in lotta con il tormentato padre Cristiano, è la metafora del Sud che vuole rinascere, che vuole uscire dallo stereotipo delle parole non dette, dall’omertà emotiva e dallo sbigottimento del “reagire”.
Il titolo, volutamente provocatorio, è una surreale dichiarazione d’amore verso il Sud.
Il film, già positivamente accolto al suo debutto mondiale al Festival di Toronto, ha avuto a Roma menzioni speciali e adesso si prepara per volare al prossimo Festival di Berlino. La giovanissima Miriam Karlkvist, protagonista de “Il Sud è niente”, che veste i panni di Grazia, rappresenterà l’Italia al prossimo Festival di Berlino (6-16 febbraio) nello Shooting Stars. Il programma annuale programmato dall’European Film Promotion seleziona e presenta ad una platea di esperti internazionali del settore 10 giovani attori da tutto il Continente. L’appuntamento ha ‘lanciato’ talenti come Daniel Craig, Ludivine Sagnier, Rachel Weisz, Melanie Laurent e Nina Hoss.
Il Sud in rinascita siamo noi, ogni giorno.
Il regista Fabio Mollo e la sceneggiatrice Josella Porto ci offrono un onirico memorandum per amare la nostra terra, con i suoi pregi e con i suoi numerosi difetti.
GENERE: Drammatico
REGIA: Fabio Mollo
SCENEGGIATURA: Fabio Mollo, Josella Porto
ATTORI: Vinicio Marchioni, Miriam Karlkvist, Valentina Lodovini, Andrea Bellisario, Alessandra Costanzo, Giorgio Musumeci








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