In Messico si protesta per chiedere la liberazione del re della droga


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È rivolta a Culiacan, nel Messico occidentale. A scendere in strada con tamburi e striscioni sono state centinaia di persone che hanno incredibilmente manifestato contro le autorità per chiedere la liberazione di Joaquin “El Chapo” Guzman, l’ex narcotrafficante più ricercato del mondo. Il boss era stato catturato dalle autorità americane, in collaborazione con quelle messicane, lo scorso 22 febbraio. I manifestanti hanno spiegato che Guzman dava posti di lavoro a numerose persone nelle zone montuose del paese, da sempre particolarmente povere. Non sono nemmeno mancati i messaggi di solidarietà scritti in suo onore su Twitter, dove ha spopolato l’hashtag #ilovechapo.

Celebrato come un benefattore dai dimostranti, “El Chapo”, leader del cartello di Sinaloa, era in realtà ben più noto per le atrocità inflitte ai suoi nemici: torture, mutilazioni, sequestri, e una sequela infinita di omicidi. Eppure il narcotrafficante era stato in grado di metter su nel territorio di “suo dominio” un efficientissimo sistema di welfare.

Il giornalista e scrittore Roberto Saviano, da sempre in prima linea nel raccontare il mondo dei narcotrafficanti, ha così scritto di lui: “El Chapo nel mondo internazionale del narcotraffico possiede l’autorità mistica del Papa, ottenuta con una campagna di consenso sociale che l’ha reso autorevole come Obama, e ha una genialità nel vedere nuovi spazi di mercato che lo trasforma nello Steve Jobs della coca”.

 

Aurora Circià

 

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