L’ultimo sorriso di Robin Williams


RB

Tra la guerra in Siria e i bombardamenti sulla striscia di Gaza non è passata in sordina la notizia del suicidio dell’attore americano, amato dal pubblico mondiale, Robin Williams.

Lascia un vuoto incommensurabile non soltanto sugli spalti hollywoodiani.

Dopo delle prime indiscrezioni, la moglie Susan Schneider attraverso un comunicato stampa ha placato le sempre crescenti illazioni sul conto di Williams.

L’attore era affetto dal morbo di Parkinson, probabilmente questa la reale causa del suicidio e non motivazione strettamente connesse a gravi problematiche economiche, come rivelato dai tabloid in un primo momento.

Afferma la Schneider: «lui era coraggioso mentre lottava contro la depressione, l’ansia e anche un principio di Parkinson, di cui non era ancora pronto a parlare pubblicamente». Una diagnosi che, riferisce un intimo amico di famiglia alla Cnn, «rappresentava una paura e un peso in più nella sua vita».

I funerali dell’attore si svolgeranno in forma strettamente privata a San Francisco.

Oltre alla cerimonia funebre sarebbe in programma nelle prossime giornate anche una serata di beneficenza, uno spettacolo teatrale, per ricordare Williams: una commedia al Throckmorton Theatre a Mill Valley, in California.

La data è ancora da stabilire.

Inoltre, il 25 agosto in occasione della cerimonia degli Emmy Award sarà reso omaggio al grande attore che abbandonando il proscenio della vita non rimarrà incolume dal grande peso della sua bravura tramandata ai posteri.

Alessia Aleo  

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