Claudia Puglisi è la miglior rivelazione artistica siciliana


Claudia Puglisi in sala di registrazione
Claudia Puglisi in sala di registrazione

A cura di Alessia Aleo 

Il nostro territorio è caratterizzato da fertilità artistica e bravura congenita, ma solo pochi artisti possono godere dell’appellativo “musicophile”. Claudia Puglisi è una di queste rivelazioni. Amante della musica in tutte le sue declinazioni riesce con la sua bravura ad affascinare gli ascoltatori. I brani da lei interpretati riescono a coinvolgere ed emozionare con semplicità e con un’empatia oggigiorno assai rara.

1) Una vita segnata per l’amore della musica. Quando è stata la prima volta che ti sei accorta della tua vocazione artistica?

Credo non ci sia stato un momento in particolare. Cantavo da piccola a casa, alle cene con i parenti, alle recite dell’asilo, con mia nonna… Poi ho iniziato a suonare, a cantare nel coro delle voci bianche “Gaudeamus Igitur” Concentus, diretto da Elisa Poidomani e da lì non mi sono più fermata. Diciamo che è stato tutto così naturale che non mi ricordo quando ho deciso “da grande voglio fare musica”.

Live  Tour con Mike Patton Da sinistra: Valeria Vasta, Roberta Lizzio, Claudia Puglisi
Live
Tour con Mike Patton
Da sinistra: Valeria Vasta, Roberta Lizzio, Claudia Puglisi

2) Dal tour mondiale con Mike Patton alle reti dei pescatori isolani. Qual è il punto di contatto fra le due realtà?

Il punto di contatto sicuramente è la musica. Essere la corista di Mike Patton è sicuramente una delle cose più belle che mi potesse mai capitare, ma non mi basta. Quando non c’è qualcosa in previsione con Mike sono sempre in movimento, mi piace seguire progetti indipendenti come i “Truscia” [gruppo composto da: Antonio Bruno, voce, Toto Arnone, chitarra] e gli “Achtura” [gruppo composto da: Elisabetta Anfuso, Salvo Disca, Antonio Bruno]. Queste realtà mi offrono lo spazio per mettermi in gioco, cosa assai importante per me, per la sperimentazione e sopratutto per crescere a livello professionale.

3) La voce della Sicilia e il canto dialettale. Quali sono le influenze che ti hanno portato alla realizzazione di questo brano?

Ho cantato per la prima volta “Jetta la riti” all’età di sei anni, l’influenza principale è sicuramente quella che ho avuto dal mio nucleo familiare.  Poi con i Truscia sono riuscita ad esplorare queste canzoni del patrimonio siciliano, ed è stato inevitabile attingere alle mie reminiscenze e riportare alla luce questo brano. Jetta la riti non è molto conosciuto nel nostro hinterland ma nell’agrigentino è invece una melodia molto più diffusa. Il nostro obiettivo è stato quello di celebrarla e farla giungere ai nostri ascoltatori.

4) Quali sono i progetti futuri? Un album da solista nel cassetto?

Sto preparando un inedito. Per questo sto collaborando con Carmelo Cavallaro che si è occupato della stesura del mio brano. Sarà una canzone in italiano e la pubblicazione è prevista per fine anno.

5) L’importanza dei canali Youtube offre la possibilità agli artisti di potersi esibire su un proscenio virtuale. Secondo te è un valido strumento oppure è un “limite”?

Sicuramente per adesso non è un limite per me, anzi, riesce ad offrirmi delle grandi occasioni per far conoscere la cantante Claudia Puglisi. I brani Stranizza d’amuri, Lontano Lontano, hanno raggiunto grandi numeri di visualizzazione questo significa che il mio messaggio, la mia musica, riesce ad andare oltre i confini e ci ha portato anche a contatti con persone che ci hanno scoperto esclusivamente on line e di conseguenza offerto numerose opportunità di esibizioni live.

Con il Maestro Ennio Morricone Da sinistra: Valeria Vasta, Claudia Puglisi, Roberta Lizzio
Con il Maestro Ennio Morricone
Da sinistra: Valeria Vasta, Claudia Puglisi, Roberta Lizzio

6) Ci ricordi i tuoi contatti?

La mia pagina fan “Claudia Puglisi” –> http://goo.gl/IVNwPF (Clicca qui)

e il mio canale Youtube –> Per iscriversi http://goo.gl/uyp5c4

7) Come si vede Claudia tra qualche anno?

Il mio obiettivo, il mio sogno, è quello di continuare a cantare e di fare musica, anche per questo ho scelto di seguire in ambito accademico il percorso di “Musicoterapia” per completare il quadro generale abbracciando tutte le sfumature che la musica può offrire.

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