Aquila: affacci pericolosi


crollo balcone  l'aquila

 

 

L’Aquila.

A distanza di sei anni, non sembra cambiato molto nel capoluogo abruzzese.

 La città fantasma mette i sigilli in oltre 800 balconi delle abitazioni, costruite a seguito del terremoto del 2009, che dovevano rappresentare il simbolo della ricostruzione e della rinascita di una città distrutta dal dolore. Gli edifici di cui si parla sono prefabbricati facenti parte del progetto ‘C.a.s.e.’, costruiti per accogliere gli abitanti, rimasti privi, delle città di Cese di Preturo, Collebrincioni, Coppito, Sassa e Arischia.

Il progetto post sisma del 2009, voluto dal governo Berlusconi, si sviluppa in 19 insediamenti che raccolgono circa 4.500 alloggi, rivolto a 16 mila aquilani rimasti senza casa.

Lunedì si apporranno i sigilli ai balconi di 494 alloggi antisismici; ciò servirà ad evitare che questi ultimi vengano utilizzati, come prescritto anche nell’ordinanza del sindaco dell’Aquila subito dopo il crollo. Circa due settimane fa, si è sfiorata la tragedia, ma per fortuna all’interno dell’abitazione non era presente nessuno. Il balcone in questione faceva parte dell’aperture posta al secondo piano dell’abitazione di New Town di Cese di Preturo.

Difetti di costruzione? Da lì, il via all’ inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica. Le ipotesi di reato contro ignoti sono di crollo colposo e frode in pubbliche forniture. “La nostra azione è anche per ricordare agli inquilini che non è una cosa sicura uscire sui balconi“- ha affermato il Procuratore della Repubblica dell’Aquila, Fausto Cardella, durante una conferenza stampa. “L’apposizione dei sigilli ad 800 balconi – ha detto Cardella – sarà effettuata in una maniera meno invasiva possibile anzi colgo l’occasione per scusarmi fin d’ora per i disagi che si potrebbero creare per i cittadini“.

 

Giuliana Ventura.

 

 

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