LEGGE DI STABILITA’: NESSUNA SOLUZIONE PER I QUOTA 96


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Dopo il via libera dell’U.E. ci si prepara alle ultime modifiche da inserire nella versione finale della nuova Legge di Stabilità, anche se uno dei nodi più spinosi rimane sempre QUELLO della “riforma pensioni”.

È quasi certo, infatti, che verrà ridotto di ben 150 milioni di euro il fondo destinato al prepensionamento dei lavoratori usuranti, ma nessuna novità trapela ancora sulle possibilità di “uscita anticipata e flessibile”.

Tra le ultime modifiche che verranno apportate alla Legge di Stabilità c’è, inoltre, chi spera ANCORA nell’inserimento di un “escamotage” che possa finalmente mandare in pensione i 4mila “Quota 96” della scuola, bloccati nell’accesso alla pensione da un errore della riforma Fornero. 

Chiarisce bene la situazione l’interrogazione ufficiale presentata, dalla senatrice Laura Puppato, al Ministro dell’Economia Padoan: ‘La riforma pensionistica cosiddetta riforma Fornero ha prodotto effetti negativi soprattutto su circa 4.000 lavoratori del comparto scuola tra docenti e personale ATA nati nel 1951 e 1952, detti quota 96. La riforma varata dal Governo tecnico contiene in particolare un errore tecnico ammesso dallo stesso estensore della riforma, che esclude dal diritto maturato di andare in pensione tali lavoratori nonostante nel dicembre 2012 ne avessero i requisiti, obbligandoli in tal modo ad un’ulteriore permanenza in servizio per un periodo che va dai 2 ai 7 anni’.

Per un errore il testo della nuova legge non ha, quindi, incluso i lavoratori che avrebbero maturato i requisiti al primo settembre anziché al solo primo gennaio, con il blocco dell’intero sistema.

Il problema vero che ostacola la ricerca di una soluzione alla situazione abnorme venutasi a creare riguarda come al solito i fondi da utilizzare, perché le modifiche – di cui a ben vedere non si trova nessuna traccia nella Nuova Legge di Stabilità- per essere effettivamente apportate dovrebbero essere a costo zero, il che è ovviamente impossibile.

Ovviamente i Quota 96 non ci stanno e non a caso è già arrivata la notizia della conferma dello “Sciopero generale contro il modello di scuola, lavoro e società che vogliono Renzi e Merkel” indetto per il prossimo 14 novembre 2014 dai COBAS, i cd. Comitati di base della scuola.

Angela Scalisi

 

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