Riflettori accesi sulla cappella Sistina, ma d’ora in poi solo con luce mesopica “totale, leggera e non invasiva”.


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Dopo 3 anni, finalmente, il frutto di tanti studi e sperimentazioni  è stato svelato alla stampa durante il convegno internazionale “La Cappella Sistina venti anni dopo. Nuovo respiro e nuova luce”, presentando i nuovi avanzati impianti di illuminazione e climatizzazione della “cappella del mondo”. Sono infatti passati due decenni dalla conclusione del grande restauro che ci aveva restituito i colori originali della cappella Sistina ed ora l’effetto ottenuto è ancora più stupefacente, facendo percepire una nitidezza ed una scala di dettaglio sorprendenti. Tutto merito dei sofisticati sistemi messi appunto da un’equipe scientifica di prim’ordine e dall’equipe di Osram, per quanto concerne l’illuminazione, e di Carrier, per quanto concerne la climatizzazione.

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Per l’illuminazione la svolta è stata definita dall’uso di luce mesopica, ossia di una luce calibrata ad hoc in base alla pigmentazione degli affreschi e per cui gli apparecchi a Led sono stati concepiti per riuscire a regolare nella precisione i quattro canali cromatici del rosso, verde, blu e bianco caldo in modo che la resa finale percepibile dagli occhi dei visitatori possa essere il più vicina possibile all’idea che ne aveva lo stesso Michelangelo. Tramite lo studio delle simulazioni, si è anche riusciti a definire l’esatto posizionamento dei vari apparecchi così da ottenere un’illuminazione omogenea, priva di abbagliamento e non invasiva, definita secondo due diverse tipologie di scene luminose: quella pubblica ossia quella museale e quella di gala più adatta a ricorrenze di carattere più istituzionale e religioso. Inoltre per minimizzare la percezione della presenza di tali apparecchi, questi sono stati dimensionati per adattarsi alla perfezione alle dimensioni del sottile marcapiano in cui sono stati istallati. Solo in caso dell’attivazione della scenario di gala, alcuni tra i led istallati ruotano, dalla loro posizione nascosta nel marcapiano a quella in grado di illuminare in modo diretta parte della sala ad altezza delle sedute, ad esempio in caso di conclave.

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Per quanto riguarda il sistema di climatizzazione, invece, l’obiettivo primario della nuova istallazione è ovviamente quello di proteggere la pittura e pertanto di garantire un’ottimale controllo della temperatura, dell’umidità e della quantità di anidride carbonica assicurando il più ideale ricambio d’aria e così l’abbattimento delle polveri e dell’inquinamento. Sono stati pertanto progettati appositi software con tecnologie di risparmio energetico brevettate che, in linea con i moderni sistemi smart, sono in grado di leggere il numero di visitatori all’interno della sala ed in relazione a questo regolarsi autonomamente per ottimizzare le loro prestazioni.

Dato l’eccezionale risultato ottenuto, questo restauro può ben dirsi ‘regalo’ degno per il 450esimo anniversario della morte di Michelangelo.

Valeria Rita Torrisi

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