L’arte penetra la realtà: “blitz” di Banksy a Gaza


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Per descrivere la realtà a volte non bastano le parole, a volte nemmeno le immagini. Così ci prova l’arte a rendere comprensibile e vicina una realtà diversa e difficile da immaginare. È quello che ha cercato di fare a Gaza Banksy, il celebre writer britannico ancora oggi anonimo.

 Per provare a documentare le condizioni di vita della popolazione della Striscia, l’artista sarebbe riuscito a penetrare nella zona attraverso i tunnel sotterranei. Il “blitz” ha permesso a Banksy di realizzare 4 nuovi graffiti sui muri della città e di girare un video della durata di due minuti, pubblicato sul suo sito.

L’artista si filma in prima persona, stando comunque attento a rimanere anonimo, mentre entra a Gaza passando dai tunnel sotterranei che collegano la Striscia all’Egitto. Il filmato, carico come sempre di messaggi politici e satira, si apre con un messaggio ironico che suona come un invito a  “Scoprire una nuova destinazione, fuori dai circuiti turistici tradizionali; i suoi abitanti la amano così tanto da non lascarla mai e sono sorvegliati da vicini amichevoli”.

I graffiti dell’artista si ergono tra gli edifici distrutti dall’esercito israeliano. In essi sono presenti bambini che girano su una giostra costruita attorno a una torre di vedetta dell’esercito di Tel Aviv e un gattino che gioca con un cumulo di rifiuti nascosto fra i detriti della città distrutta. Tra i 4 graffiti realizzati dall’artista, spicca una scritta di colore rosso su di un muro bianco in cui Banksy sintetizza l’atteggiamento di fronte al conflitto israelo-palestinese dell’opinione pubblica internazionale: “Se ci disinteressiamo del conflitto tra i forti e i deboli, ci mettiamo dalla parte dei forti, non siamo neutrali”.

 

Aurora Circià

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