Avon Running: la corsa Rosa contro la discriminazione femminile


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Dal 3 maggio 1998 l’azienda Avon Cosmetics organizza una manifestazione per combattere i pregiudizi sulle donne. In quell’anno riuscì a coinvolgere 26 città di 12 paesi e tre continenti con un montepremi pari a 100 milioni di lire, il più ricco mai visto fino ad allora per una gara di 10 km su strada. Domenica 24 maggio 2015, a distanza di 17 anni dall’inizio della prima manifestazione, aMilano si è concluso il tour di Avon Running, dopo Bari e Firenze. Oltre 10.000 i partecipanti alla corsa, donne e uomini, perché quest’anno a differenza degli anni passati la casa cosmetica ha deciso di aprire le porte anche agli uomini che amano le donne, mamme, sorelle, mogli, fidanzate e amiche, che le rispettano, che credono nell’uguaglianza dei generi e ne sono promotori. 

A fare da palcoscenico alla gara è stato uno dei luoghi più amati della città, Piazza Castello. 

A dare il benvenuto e ad accogliere i partecipanti è stato il Presidente di Avon Italia Stefano Ossola accompagnato dall’Assessore allo Sport della Regione Lombardia Antonio Rossi. In prima linea Annalisa Minetti, cantante e atleta paralimpica italiana, e Ivana Di Martino, la rexist runner che corre per supportare iniziative benefiche come questa. 

Dal castello alle 9.30 è partita la gara competitiva di 10 km ed alle 10.30 quella non competitiva di 5 km. A vincere la prima è stata Nicole Svetlana Reina seguita da Ilaria Castiglioni e successivamente da Valentina Dameno, tra gli uomini invece il primo in classifica è stato Zahir Zohair, seguito da Lorenzo Albini e terzo in classifica Marco Santagata. 

Il ricavato dovuto alle iscrizioni per la gara verrà devoluto alla FIEO, Fondazione Istituto Europeo di Oncologia, per la ricerca sull’oncologia senologica. La Dottoressa Daniela Pezzi, Segretario generale di FIEO, ringrazia l’azienda che con le sue iniziative da oltre 10 anni ha donato al centro di ricerca quasi 3 milioni di euro. 

La corsa Rosa rappresenta un grido di rivolta contro i soprusi sulle donne, per ricordare tutte quelle donne uccise a causa della pazzia degli uomini. Quei 10.000 partecipanti sono il simbolo di una lotta a una condizione che si vuole e che bisogna cambiare. 

Laura Ciancio

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